The Last Dance: la nostra Recensione sui primi 2 Episodi della nuova Miniserie Sportiva su Michael Jordan e i Bulls

The Last Dance: la nostra Recensione sui primi 2 Episodi della nuova Miniserie Sportiva su Michael Jordan e i Bulls

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Ebbene, dopo un'attesa durata anni, eccoci arrivato finalmente uno degli show più attesi della storia: The Last Dance è finalmente realtà.

Inutile cercare di spiegare a parole cosa voglia dire questa docuserie per tutti gli sportivi del mondo, indipendentemente dalla tipologia di sport, risulta essere una delle storie più attese. Stiamo parlando di una delle migliori pagine di storia sportiva di tutti i tempi.

Una docuserie incentrata su Michael Jordan e di quei Bulls che hanno annientato il mondo del Basket e che ci hanno portato alla rivisitazione del concetto stesso di sportivo e di traguardi raggiungibili se solo lo si vuole davvero. Stiamo parlando di miti e leggende che hanno scritto la storia.

The Last Dance

Il tutto inizia con l'immagine di un uomo seduto di spalle, intento a guardare fuori dalla finestra, ma capiamo subito che quello li non è un uomo qualunque..."My name is Michael Jordan. I Played with the Bulls from '84 to'98. Took an 18-month vacation, hiatus. So i would say that 13 years that i played with the Bulls"... ed è qui che ogni singolo sportivo del mondo sente un brivido partirgli dalla punta dei capelli, per arrivare fino alla punta dei piedi.

The Last Dance: la nostra Recensione della nuova Miniserie Sportiva

La serie ci mostra fin da subito, che non intende idolatrare un solo giocatore, anche se il migliore della storia del basket, perché infondo, il basket è uno sport di squadra e come tutti noi sappiamo, un uomo da solo non può ottenere i risultati per una squadra intera...."Please welcome from the Chicago Bulls, all-star forward Scottie Pippen!"....."He has led the NBA in rebounds for the last five years. Please welcome back Dennis Rodman"...."At the heart of this team, is a rare spirit, coach Phil Jackson"....e che la storia abbia inizio.

Veniamo catapultati nel pieno dell'assurda scalata compiuta dai Bulls nella storia del basket, nella festa della vittoria del quinto anello da parte della franchigia di Chicago, per poi andare a ricostruire tutta la storia di questo meraviglioso racconto con flashback in tutte le fasi della vita dei nostri protagonisti, dall'infanzia, fino alla gloria, mostrandoceli a 360 gradi

Vengono affrontate anche tutte le varie problematiche legate a quella sontuosa scalata, dalla costruzione di una squadra vincente, capitanata da MJ, in una franchigia che arrivava dal nulla più assoluto, fino ad arrivare all'assurda situazione creatasi alla viglia della vittoria del quinto anello nel 97, ovvero un buio pensiero incentrato su un ipotetico re-build della squadra campione in carica.

Episodio 1 e 2

Il primo episodio dello show, risulta essere, dopo un'introduzione generale di tutti i tasselli di questa bellissima storia, incentrato sul loro uomo simbolo, nonché il miglior giocatore di basket di tutti tempi, Michael Jordan. Durante questo, assistiamo a un'emozionante racconto, che ci porta a ripercorrere la strada di MJ, dal Draft del 1984 che lo ha portato a divenire un giocatore dei Bulls, alla sua infanzia passata a Wilmington, nella Carolina del Nord, strettamente legata al rapporto di sfida e agonismo che aveva con il fratello maggiore Larry (episodio 2). 

La serie risulta essere molto emozionante e molto coinvolgente, facendoci vivere appieno la sua storia, andando ad analizzare ogni piccolo particolare della sua vita e delle scelte da lui fatte, passando per il grave infortunio al piede che lo aveva messo di fronte alla fragilità del corpo umano (episodio 2), alla squadra che vide il suo arrivo da rookie, fatta da giocatori che non seguivano proprio la retta via dello sportivo.

Ci viene proposto il punto di vista e l'opinione di diversi personaggi; addirittura dall'ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Insomma, un'episodio davvero speciale, con davvero nessun difetto. Difficilmente si sarebbe potuto fare di meglio.

Il secondo episodio invece, risulta essere incentrato maggiormente sul secondo violino dei Bulls che hanno fato la storia, nonché uno dei migliori giocatori di tutti i tempi, Scotty Pippen (comunemente detto Scottie). 

The Last Dance: la nostra Recensione della nuova Miniserie Sportiva

Nel corso di questo episodio andiamo ad analizzare in maniera approfondita la storia di Scottie, un ragazzo cresciuto nella povertà assoluta, nonché il più piccolo di 12 fratelli. Tra i momenti clou della storia di Pippen, andiamo ad analizzare tutti gli episodi che hanno segnato la sua vita, arrivando al complicato rapporto venutosi a creare con la franchigia, che lo ha portato addirittura a scegliere di posticipare l'operazione in seguito al suo infortunio, poiché non interessato a riprendere il prima possibile.

Ci viene raccontata anche l'inizio della stagione del 97-98, stagione che inizia senza Scottie, infortunato, e che vede per la prima volta, i Bulls vincitori di già cinque titoli, in grossa difficoltà, con un iniziale 0-4 sul conteggio delle vittorie.

Anche qui assistiamo a un capolavoro, il tutto incorniciato da una sigla e dalle musiche da pelle d'oca, con le emozioni che sono palpabili nell'aria e negli occhi dei protagonisti di questo racconto, passando anche per i punti di vista di "non giocatori", il che va a rendere questo racconto completo a 360 gradi, passando per diversi allenatori delle varie franchigie dell'epoca, fino ad arrivare all'ex presidente Bill Clinton e a tutti gli avversari di quegli anni, dal grande Larry Bird all'immenso Earvin "Magic"Johnson.

Lo stesso Bird, che nonostante la vittoria da parte dei suoi Celtics in gara 2 dei primi playoff guadagnati dai Bulls, arriverà nel tempo ad affermare che durante quella partita: "That wasn't Michael Jordan out there. That was God disguised as Michael Jordan."

The Last Dance: la nostra Recensione della nuova Miniserie Sportiva

In conclusione, The Last Dance è uno show davvero ben realizzato, con una completezza di trama e analisi davvero uniche, attorniate da innumerevoli testimonianze e punti di vista, che vanno ad arricchirlo ancor di più, facendoti capire anche i rapporti interni tra i vari tasselli della gigantesca macchina da guerra chiamata Chicago Bulls, passando per l'apparato tecnico, arrivando fino all'apparato prettamente societario.

Siamo dell'idea - vogliamo sbilanciarci anche avendo visto solo i primi due episodi rilasciati - che questa serie potrebbe ambire alle prime posizioni nelle classifiche delle serie tv.
Molto probabilmente è, ad ora lo show sportivo per eccellenza: da vedere e rivedere all'infinito.

I primi due episodi di The Last Dance sono completi sotto ogni punto di vista. Propongono allo spettatore un'immersione unica in una storia che ha cambiato per sempre il mondo dello sport e non solo.

Una docuserie veramente ben realizzata, con interessanti e, in alcuni casi, inaspettati punti di vista. 

Sicuramente da provare. Molto probabilmente da vedere e rivedere!

madforseries.it

5,0
su 5,0

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