The Haunting of Hill House: Recensione della 1° Stagione dell'acclamata Serie TV Horror di Netflix

The Haunting of Hill House: Recensione della 1° Stagione dell'acclamata Serie TV Horror di Netflix

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“L’aspetto minaccioso del soprannaturale è che attacca la mente moderna dove è più debole. Nessun organismo vivente può mantenersi a lungo sano di mente in condizioni di assoluta realtà; perfino le allodole e le cavallette sognano, a detta di alcuni. Hill House, che sana non era, si ergeva sola contro le sue colline, chiusa intorno al buio; si ergeva così da ottant’anni e avrebbe potuto continuare per altri ottanta. Il silenzio si stendeva uniforme contro il legno e la pietra di Hill House, e qualunque cosa si muovesse lì dentro si muoveva sola”.

Statue marmoree scolpite con diversi aspetti che rappresentano le emozioni umane: paura, delirio, indifferenza, rabbia, negazione, vengono presentate lungo una musica che trascende la realtà e si insinua in un labirinto, quello della mente, che assomiglia ad una casa. Allo sfumarsi delle note, le statue si sbriciolano diventando cenere e lo sguardo dello spettatore si posa su una porta rossa senza accesso. 

Tutto questo potrebbe essere un prologo di un incubo, o solamente di un sogno. I sogni posso fuoriuscire, proprio come l’acqua da un bicchiere troppo colmo, soprattutto quelli ricorrenti, sopratutto quando a sognare è una bambina che vede ai piedi del proprio letto una donna nefasta dal collo spezzato. Soprattutto quando questi sogni sono modellati in un luogo che scricchiola, inquieta, permea l’atmosfera in uno stato onirico manifesto.
Ma i sogni dei bambini sono speciali, sono come l’oceano, sono grandi, e allora può accadere che una goccia trabocchi per cercare una via d’uscita, per tentare una strada differente, per evadere dalla normalità. La paura sta nel sogno come la goccia sta nell'oceano, è fuorviante, ma è importante, può segnare un destino.

The Haunting of Hill House: Recensione della 1° Stagione dell\'acclamata Serie TV Horror di Netflix

Lo testimonia il caso di Shirley Jackson, conosciuta come la musa ispiratrice di Stephen King, e recentemente riscoperta in Italia, grazie alla casa editrice Adelphi e alla serie di successo targata Netflix ispirata al suo romanzo di culto, The Haunting of Hill House. Complice il successo dello streaming e la corrispondente comparsa in libreria dei suoi scritti inediti nella raccolta Paranoia, il mito della strega di Vermont, è esploso diventando un vero e proprio fenomeno di rete. 

Grazie all'intuizione di Mike Flanagan, regista e sceneggiatore statunitense che spesso lavora al fianco di Stephen King (Il Gioco di Gerald, Doctor Sleep), le parole di Jackson si sono trasformate in immagini. Descritta come la regina del gotico americano, i suoi romanzi vengono inseriti nel genere horror eppure è una classificazione stretta per le sue narrazioni, infatti la maestria della Jackson riesce ad andare ben oltre la classica vicenda di fantasmi, ammaliando la mente del lettore moderno. Così come il regista della serie tv Flanagan riesce a portare sullo schermo un prodotto di alta qualità.

Il fascino della storia di Hill House, sempre in bilico tra il reale e il sovrannaturale, è in grado di far spaziare la mente con un certo effetto da brivido, lungo l’abisso. La forza irresistibile della scrittura e della messa in scena è data da un’analisi profonda ed inquietante dei meccanismi insondabili dell’inconscio che vengono percorsi dallo spettatore durante i flashback, il ritorno al presente e i flash-forward, che risultano essere un ottimo mezzo per creare quella suspense di cui la serie tv è intrisa.

The Haunting of Hill House: Recensione della 1° Stagione dell\'acclamata Serie TV Horror di Netflix

L’intera architettura narrativa gioca su diversi piani temporali, come se fosse la stessa dimora di Hill House, una casa abbandonata tra le colline, che dilata la nozione di causa-effetto. Non solo il passato si affaccia sul presente, ma il futuro rivela il passato, facendo del presente qualcosa di inevitabile. Su un piano si snodano le vicende della famiglia Crain quando viveva ad Hill House e i figli erano piccoli, sull'altro, l’evoluzione dei personaggi nel tempo presente, ormai adulti. 

Il primo episodio si apre con una breve panoramica della famiglia Crain per poi focalizzarsi su uno dei figli adulti Steven, interpretato dall'attore olandese Michiel Huisman (Il Trono di Spade), diventato scrittore di successo, grazie al bestseller The Haunting of Hill House. Il libro, un thriller/horror su una casa infestata, è il racconto della sua infanzia, della sua vecchia casa e della notte in cui è dovuto scappare con il padre e i fratelli. Il focus della narrazione è di portare lo spettatore a scoprire gli accaduti di quella notte.

The Haunting of Hill House: Recensione della 1° Stagione dell\'acclamata Serie TV Horror di Netflix

Attraverso i vari punti di vista/racconti dei fratelli, lungo i dieci episodi, si giunge alla soluzione dell’enigma di quella notte. Ognuno dei personaggi principali, i cinque fratelli, ha però differenti ricordi, spesso distorti tra loro: nascosti dietro paure ed incomprensioni reciproche si confrontano con il loro passato. La fuga da Hill House segna la fuga dalla loro famiglia in quel passato vissuto nella casa ed alcuni eventi costringono gli stessi protagonisti a tornare in quel luogo, così facendo riescono a cancellare tutti gli aspetti negativi emozionali legati a quel periodo.

La serie tv ha un potente carattere introspettivo e quindi riesce ad ammaliare anche coloro che non hanno una passione verso il genere horror. Flanagan ha il grande merito di aver donato una forte personalizzazione ai protagonisti: sette episodi monografici sono infatti dedicati alla descrizione di ciascun membro della famiglia. 

Lo spettatore si immerge nelle fragilità, nelle peculiarità, nel coraggio, nel forte legame famigliare ma anche, e soprattutto, nei segreti. In questo modo lo spettatore viene risucchiato dalla potenza di ogni personaggio ed affascinato dal mistero che pervade ogni episodio.

La serie tv ha sorpreso pubblico e critica per la sua originalità e per una fotografia a dir poco eccezionale: la porta rossa, le inquietanti visioni dei bambini, le ambientazioni moderne ma intrise di malinconia gotica, le luci fortemente evocative. 
Un immaginario che ha conquistato la maggior parte dei fruitori, una rivelazione degli ultimi anni.

The Haunting of Hill House ha un potente carattere introspettivo che riesce ad ammaliare anche coloro che non hanno una vera passione verso il genere horror. 

La serie tv sorprende per la sua originalità e per la fotografia fortemente evocativa.

madforseries.it

4,0
su 5,0

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