Snowpiercer 2: Recensione dei Primi Due Episodi della nuova Stagione

Snowpiercer 2: Recensione dei Primi Due Episodi della nuova Stagione

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Attenzione: questo articolo contiene spoiler

"Ogni anno prima che arrivasse la neve, mio padre bruciava le sterpaglie. Cumuli di arbusti che alimentavano fiamme alte quanto il fienile. Tenevo il viso vicino al fuoco sfidando il caldo, come se camminassi verso il sole..."

Nuovi binari inesplorati, neve tutto intorno, quasi ad accecare la notte più scura, lo sfondo che alimenta disegni per un preambolo eccezionale. Si apre l’epoca di grandi strategie, di rivoluzioni interrotte, nella grande guerra tra Big Alice (40 vagoni) e lo Snowpiercer (994 vagoni), la speranza si accende per un futuro diverso. Lungo una narrazione fluida ed esauriente si contaminano differenti obiettivi che vibrano negli esseri umani, gli ultimi rimasti, i sopravvissuti. 

Dopo meno di un anno dalla prima, torna con una seconda stagione su Netflix la serie TV distopica, con ambientazione post-apocalittica, Snowpiercer, tratta dall’omonimo film del 2013 diretto da Bong Joon-ho e dalla graphic novel francese Le Transperneige. 

I primi due episodi della seconda stagione, colgono l’occasione di sottolineare quanto il potere allieti le bocche di chi al comando c’è sempre stato, mettendo in tirannia le risorse e sfruttando il potenziale vivente. Si viaggia nell’epopea di un mondo di esseri variegati, lungo i binari di un treno che continua a muoversi incessantemente attorno al globo e trasporta una popolazione di sopravvissuti ad una catastrofe ambientale in una terra gelata. Lo show mantiene echi separati dalle vite, creando una bolla, una risonanza in cui tutto accade nel momento che lo spettatore apre gli occhi.

Snowpiercer 2: Recensione dei Primi Due Episodi della nuova Stagione

Il super treno è l’unico fattore che genera costantemente energia demolendo tutti i modelli climatici conosciuti, influenzando lo stesso pianeta ghiacciato che circumnaviga. In effetti, nonostante la violenza e le morti a bordo dello Snowpiercer, con altre minacce che arriveranno con l'inizio della lotta per il potere tra il Signor Wilford (Sean Bean) e Andre Layton (Jon Batiste), esiste una speranza fuori dal treno e, parallelamente, anche dentro il treno, con scoperte scientifiche che potrebbero capovolgere l’andamento di alcuni personaggi principali.

La seconda stagione parte riprendendo il filo della narrazione esattamente da dove si era interrotto, alla fine dell’ultimo episodio della prima, sviluppando e portando avanti in maniera parallela la vicenda di Melanie Cavill (Jennifer Connelly) e quella degli abitanti del treno. Si assiste ad una costruzione narrativa in concomitanza che coinvolge i due differenti treni: da una parte Melanie che svincola nei meandri di Big Alice (il treno su cui viaggia Wilford) e dall’altra Layton, assieme ai residenti dello Snowpiercer, in lotta per la sopravvivenza e alle prese con la messa in discussione dell’esperimento di gestione democratica avviato alla fine della prima stagione. I due treni, in un modo o nell'altro, dovranno collaborare, portando, fino alla fine del secondo episodio, resoconti implacabili. 

Ma come i fiocchi di neve, è tutto nell'aria.

I primi due episodi della seconda stagione di Snowpiercer mettono in evidenza un compatto canale narrativo, dove si muovono abilmente le new entry. 

L'apertura del nuovo capitolo offre un impatto avvolgente di azione e drammaticità, portando lo spettatore a voler continuare la visione.

madforseries.it

3,5
su 5,0

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