His Dark Materials 2: Recensione del 1° Episodio della nuova Stagione della Serie TV HBO

His Dark Materials 2: Recensione del 1° Episodio della nuova Stagione della Serie TV HBO

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Attenzione: questo articolo contiene spoiler

Dopo l’interruzione dell’adattamento cinematografico della trilogia fantasy Queste Oscure Materie di Philip Pullman, iniziato e concluso nel 2007 con il film La Bussola D’Oro, nel 2019 abbiamo potuto godere di una trasposizione televisiva del primo libro con l’arrivo di His Dark Materials, una serie di Jack Thorne che ha riscosso molto successo tra gli amanti del fantasy.

Il cliffhanger della prima stagione ci porta all’apertura della seconda con un primo episodio che non ha nulla da invidiare agli scorsi per quanto riguarda le domande che pone davanti allo spettatore.
Primo fra tutti il mistero che riguarda l’identità dei due protagonisti: mentre nella prima stagione l’attenzione era incentrata nello scoprire il passato e le vicende che riguardavano le famiglie dei due ragazzi, ora il mistero si concentra anche direttamente su di loro e sui i ruoli che dovranno assumere nella profezia che, a detta delle streghe, si sta compiendo.

His Dark Materials 2: Recensione del 1° Episodio della nuova Stagione della Serie TV HBO

Un primo punto a favore dell'episodio è rappresentato dall’incontro di Lyra, Pan e Will, in quella che scopriamo essere chiamata Cittagazze, che ci da la possibilità di riflettere ancora una volta sulla natura dei daimon. Pan, infatti, continua ad avere il ruolo di metafora dell’anima, vivente e autonoma, che permette anche alla narrazione di indagare nei pensieri della protagonista senza spezzare il realismo delle scene. Ed è proprio quest’anima che la ragazza, utilizzando forse anche lei i daimon come metafora, dice essere presente anche in Will nonostante non ne possieda una rappresentazione fisica, aprendo nuovamente allo spettatore la possibilità di ragionare sui concetti di anima e coscienza.

A Cittagazze i protagonisti entrano in contatto con una realtà molto differente da quelle che conoscono che permette di riportare all’attenzione uno dei temi principali della serie: la crescita e il passaggio all’età adulta.
Se nel mondo di Lyra diventare adulti significa essere soggetti all’azione della Polvere e vedere il proprio daimon stabilizzarsi, probabile metafora della perdita dell’immaginazione e della formazione di una personalità più matura e consapevole e quindi meno mutevole, in questo nuovo mondo la situazione sembra molto più drammatica e permette una diversa riflessione sul tema. Gli adulti di Cittagazze vengono prosciugati delle loro anime da delle creature chiamate Spettri, i quali apparentemente non sono visibili ai bambini. La narrazione, con questi primi pochi dettagli, fa pensare a una rappresentazione della crescita più cruda e pessimistica, come se diventare adulti svuotasse le persone della loro umanità, lasciandoli in balia di una monotonia apatica e abitudinaria causata da questi Spettri, che potrebbero essere metafora delle responsabilità e dei doveri dell'età adulta.

Nella puntata viene anche, finalmente, approfondito qualche dettaglio riguardante le streghe e il Magisterium.
Per quanto riguarda la natura delle streghe viene solo fatto qualche insufficiente accenno alla loro biologia. È invece interessante la rappresentazione della loro struttura sociale che sembra caratterizzata dalla presenza di differenti clan, che vediamo riuniti nel prendere una decisione sul ruolo da giocare nella profezia che vede al suo centro Lyra.
Questa rappresentazione della collettività, come un insieme di individui indipendenti, viene poi contrastata, nella narrazione, dalla struttura del Magisterium che è invece caratterizzata sempre più dalla verticalità di un pensiero conservatore e da giochi di potere ancora una volta architettati dal personaggio più convincente della serie, Marisa Coulter. La madre di Lyra, infatti, si conferma ancora una volta uno dei motivi più validi per seguire questo show, grazie alla capacità dell’attrice Ruth Wilson di interpretare le ossessioni che la caratterizzano.

In conclusione questo primo episodio sembra gettare le basi per una stagione all’altezza di quella passata, e che potrà finalmente portare sullo schermo una trasposizione del secondo libro della trilogia fantasy da cui è tratta la serie. Non resta che attendere che i prossimi episodi svelino altri dettagli della storia, sperando che le vicende dei personaggi continuino a lasciare anche lo spazio per approfondire il contesto generale in cui si svolgono.

La seconda stagione di His Dark Materials inizia positivamente con un episodio che ricorda i primi della passata stagione e che fornisce diversi interessanti spunti di riflessione.

Nelle prossime puntate sarà interessante vedere come la narrazione gestirà l’intreccio tra gli sviluppi di trama e l’ambientazione in cui si svolgono.

madforseries.it

4,0
su 5,0

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