Game of Thrones: la Recensione dell'Episodio 8x03, "The Long Night"

Game of Thrones: la Recensione dell'Episodio 8x03, "The Long Night"

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Attenzione: questo articolo contiene spoiler

Quella appena trascorsa è stata una settimana lunghissima. L’ansia stanotte si tagliava col coltello, coltello rigorosamente in acciaio di Valyria, ça va sans dire. L’hashtag #battleofwinterfell era già trending topic su Twitter da ieri sera alle 10 (ora italiana), ore prima che la puntata 8x03 di Game of Thrones andasse in onda, ad ulteriore riprova del fatto che il Trono di Spade non è semplicemente una serie tv di successo, ma un fenomeno mediatico che, ad oggi, non trova pari. Devono ancora arrivare i dati degli ascolti ma eravamo davvero in tantissimi a guardare questo episodio, milioni di persone di tutte le età e latitudini, lingue e fusi orari diversi, ma tutti col fiato sospeso per circa 80 minuti.

Come sappiamo da tempo (e ne avevamo parlato anche qui), stanotte abbiamo assistito alla battaglia più lunga nella storia di televisione e cinema:  i vari attori, i produttori e tutto il cast di GOT ci hanno trasmesso per mesi – e soprattutto negli ultimi giorni - un hype altissimo nei confronti di questa puntata. Anche per questo tutti noi nutrivamo delle moltissime aspettative: ci avevano detto che questa puntata avrebbe fatto impallidire la Battle of Bastards, e che in confronto le nozze rosse ci sarebbero sembrate una passeggiata di salute. Che dire: se non altro ci avevano avvisato. Le aspettative non solo non sono state tradite, ma sono state superate. 

E’ stato un susseguirsi di scene al cardiopalma, molta azione ma pochissime parole - a parte qualche ordine urlato alle truppe di tanto in tanto.
 Ammettiamolo subito: ci hanno graziato, non è stata la carneficina che prefiguravano anche le più previsioni più rosee e i fan più ottimisti.

La Donna Rossa

Quasi come in una staffetta, il punto di vista da cui osserviamo questa puntata inizia da Sam, poi passa a Tyrion, a Bran, e nuovamente a Tyrion. Poi saliamo su, sulle mura di Grande Inverno, e vediamo Davos e Sansa. Tutto è pronto, il silenzio è spettrale, carico di attesa. Jon e Daenerys da un’altura a distanza, insieme ai draghi, osservano le truppe allineate, pronte alla battaglia.

Game of Thrones 8x03: Battle of Winterfell, la recensione

Dall’oscurità vediamo emergere qualcuno, a cavallo: è la Donna Rossa. Ci aspettavamo il suo ritorno, ma non sapevamo quando sarebbe avvenuto: prima si avvicina ai Dothraki, in prima linea nell’armata dei vivi, e pronunciando una preghiera al Signore della Luce, fa sì che le loro armi si infuochino, poi ci annuncia tramite Davos che morirà prima dell’alba. Ci chiediamo se sia questo l'asso nella manica che ci consentirà di sconfiggere gli estranei, però no, non può essere così semplice. E infatti i Dothraki, valorosi e coraggiosi guerrieri, si lanciano contro l’armata dei morti, ma poco possono e periscono uno dopo l’altro. A quel punto si entra subito nel vivo della battaglia, con delle scene forti, intense e realistiche (se non consideriamo il fatto che l’esercito nemico sia composto da zombie). È  molto faticoso seguire i passaggi, riconoscere i visi dei protagonisti: non solo è tutto tremendamente buio e confuso, ma gli estranei hanno portato con loro una nebbia bianca e fredda che rende tutto ancora più imperscrutabile. Ben presto i vari comandanti – Brienne, Verme Grigio, Lyanna Mormont tra gli altri – sono costretti ad ordinare di battere la ritirata. Poco dopo scopriamo in realtà che il loro scopo è quello di attirare i White Walkers verso le trincee, che in teoria dovrebbero essere incendiate dai draghi, ma a causa della nebbia, Daenerys non riesce a vedere il segnale di Davos. Inoltre, è troppo freddo e le frecce infuocate lanciate dalle mura non riescono ad accendere la legna. Il piano sembrerebbe pronto a fallire quando capiamo che Verme Grigio ha avuto un guizzo di ingegno: serra i ranghi dei suoi Immacolati, che creano una sorta di testuggine per proteggere la Donna Rossa, che riesce a raggiungere la trincea e ad accenderla con i suoi poteri.  

Per la seconda volta, ci ritroviamo a pensare che sia fatta, che abbiamo vinto, che allora avevamo ragione a pensare che fosse Melisandre l’arma segreta. E invece gli Estranei, dopo un primo momento di smarrimento, trovano il modo di eludere l'ostacolo: alcuni di loro si buttano sul fuoco uno sull’altro, e così riescono a creare un corridoio tra le fiamme. 

A questo punto la scena si sposta al Castello, con i morti che ad uno ad uno si arrampicano sulle mura. I nostri paladini li contengono per un po’, ma sono troppi, e in poco tempo Winterfell è invasa. 

Una scena è particolarmente degna di nota in questo frangente è sicuramente la morte, da eroina, della piccola grande Lyanna Mormont, che con un coraggio senza eguali affronta un gigante Estraneo, e, poco prima di essere schiacciata dalla manona di questi, riesce a pugnalarlo nell’occhio, uccidendolo.

Game of Thrones 8x03: Battle of Winterfell, la recensione

La danza di Arya

Arya diviene protagonista di una serie di scene, il che ci fa subito temere che sia destinata a perire ben presto. Rimangono tutti a bocca aperta nel vederla combattere: sembra danzare tra i nemici, che cadono, uno dopo l’altro, sotto i movimenti fluidi e leggiadri della sua lancia.

Mentre lei combatte instancabilmente, al contrario, il Mastino è completamente bloccato dallo shock per ciò a cui ha assistito (e soprattutto per le fiamme da cui è circondato) e non reagisce ai continui richiami di Beric Dondarrion. Solo nel momento in cui vede che Arya, la sua nemesi per tanto tempo, è in pericolo, si risveglia dallo stato di trance in cui si trovava e si lancia a proteggerla. 

Inizia un inseguimento tra i corridoi del castello, Arya, Beric e il Mastino scappano dai morti viventi che li rincorrono. Riescono a salvarsi, grazie al sacrificio di Dondarrion, e si rifugiano in una sala dove trovano Melisandre, che afferma che Beric era stato riportato in vita dal Signore della Luce per un scopo, e quello scopo è stato raggiunto: doveva salvare Arya

Game of Thrones 8x03: Battle of Winterfell, la recensione

Da un dialogo brevissimo tra le due donne, cogliamo un indizio: la donna Rossa  aveva predetto alla Stark che si sarebbero reincontrate, e che lei avrebbe “chiuso molti occhi: marroni, azzurri e verdi.  Se ricordate, le aveva fatto questa previsione nella terza stagione. Adesso ha tutto un nuovo significato.

La danza del ghiaccio e del fuoco 

La battaglia non si combatte solo in terra, ma anche in cielo, dove ci sono Drogon e Rhaegal guidati da Daenerys e Jon contro Viseryon e il Re della Notte. A questo punto innanzitutto ci risulta chiaro come sia stato speso almeno metà dell’intero budget della stagione! 

Game of Thrones 8x03: Battle of Winterfell, la recensione

Subito abbiamo una rivelazione allarmante: il Re della Notte cade dal suo drago di ghiaccio e si ritrova da solo e indifeso. Finalmente riconosciamo lo sguardo della Madre dei Draghi e sussultiamo quando le sentiamo pronunciare: “Dracarys!”. La nostra felicità dura solo qualche istante: l’oscuro signore della morte esce incolume dalle fiamme. Come è possibile? Chi è in realtà? Sono tante le domande che ci poniamo a questo punto, tentando di riordinare le decine di teorie che negli anni abbiamo sentito e letto su di lui. Ma non c’è tempo di interrogarci troppo, perché vediamo Jon (che nel mentre è anche lui caduto dal drago che a quanto pare sembrerebbe essere stato abbattuto) che si dirige verso il Re della Notte per ucciderlo. A questo punto avviene la scena che tutti noi sapevamo sarebbe accaduta: il Night King alza le sue braccia fredde, risvegliando tutti coloro che prima erano nell’armata dei vivi: Dothraki, Immacolati, soldati di Grande Inverno: persino Edd, e Lyanna Mormont

Quel gesto iconico che tanto odiamo, riesce a far realizzare la preoccupazione che ci ha allarmato per tutta la settimana: sembrerebbe che anche dalle cripte si inizino a risvegliare alcuni cadaveri, mettendo in pericolo le donne e i bambini che lì sono rifugiati, insieme a Sansa, Tyrion, Missandei e Varys.

Siamo fregati, è finita. Jon è circondato e pensiamo subito che sia lui il primo dei big a morire. In realtà a questo punto si sussegue una serie di continui colpi di scena e salvataggi che se avete ancora intatte tutte le coronarie vi invidio: Daenerys salva Jon, che corre subito per tentare di raggiungere Bran. Ma poi è la Regina ad essere in pericolo perché gli estranei si arrampicano sul drago e lei si ritrova a terra completamente vulnerabile. In suo salvataggio interviene l’impavido Jorah che, per il momento, riesce a portarla al sicuro.

L’albero del Cuore

Verso il termine della puntata, tutta l’attenzione si concentra sul Parco degli Dei, dove Bran attende, immerso in una visione che non conosciamo. Con lui, a difenderlo, ci sono i soldati delle Isole di Ferro. Nell’ultima stagione abbiamo assistito alla redenzione di Theon, ma è in questi ultimi minuti della terza puntata dell’ultima stagione che comprendiamo a pieno il percorso di questo complesso personaggio, grazie alle parole di Bran: “tutto ciò che hai fatto ti ha condotto fin qui, dove appartieni, a casa”. 

Sotto le frecce degli Uomini di Ferro, gli Estranei cadono ad uno ad uno. Fino a quando non arriva tutta la corte celeste: il Re della Notte e i suoi cavalieri dai capelli d’argento. Bran si risveglia dalla sua visione e si rivolge a Theon, ringraziandolo e dicendogli che è un brav’uomo. Lui non ha bisogno di rispondere, i suoi occhi dicono già tutto: le sue lacrime trattenute a stento sono quelle di chi è grato di aver ricevuto finalmente il perdono, e di chi sa che sta per compiere il sacrificio più estremo. La sua corsa disperata e vana verso il Re della Notte è il gesto definitivo che porta a compimento la parabola di Theon Greyjoy. 

Game of Thrones 8x03: Battle of Winterfell, la recensione

In quell’esatto momento, Daenerys e Jorah sono circondati da Estranei, Jon si trova di fronte a Viseryon che sta per ucciderlo con il suo sputo di ghiaccio, tutti gli altri, Brienne, Jaime, Tormund, sono spalle al muro assaliti dai morti che tra non molto riusciranno ad avere la meglio. Nelle cripte, Sansa e Tyrion, uniti da un affetto sorprendentemente sincero, sanno di essere spacciati ma comunque tentano il tutto per tutto per salvare la gente del nord.
Sono tutti consapevoli che è finita: l’armata dei morti sta inesorabilmente vincendo e il loro Re è ormai vicinissimo a prendere Bran e quindi a compiere il suo obiettivo finale.

Ma è proprio in quel momento, nel momento in cui tutti hanno perso le speranze, arriva Arya e, con un colpo repentino, silenzioso e inaspettato, con la daga famigerata che diede inizio a tutto quanto, quella stessa daga che Bran aveva consegnato alla sorella poco tempo prima, mette fine all'incubo glaciale e oscuro dei morti contro i vivi.

Non appena il Re della Notte viene abbattuto, come era prevedibile, tutti i White Walkers perdono ciò che li animava, e cadono, uno dopo l’altro, lasciando i nostri protagonisti increduli e a bocca aperta, come tutti noi.

Conclusioni

Commentando a caldo questo episodio, a poche ore dalla sua conclusione, sentiamo ancora l’adrenalina: è stato un saliscendi di emozioni, tensione e paura; ogni volta in cui temevamo per la vita di un protagonista, credendolo ormai spacciato, succedeva qualcosa che ci faceva tirare un sospiro di sollievo. E poi ancora paura, e poi un istante di sollievo. E così fino alla fine, quando eravamo ormai certi che fosse finita per tutti, a passo felpato e silenzioso, è arrivato il corpo mortale e definitivo di Arya.

Può sembrare un azzardo, essendo ancora appena aprile. Ma soprattutto dopo questo episodio, agli Emmy sarà davvero dura per le altre serie drama.

Sono indubbiamente tante le domande che rimangono aperte: cosa succederà ora? L’armata dei morti è davvero stata debellata del tutto? In quale visione era impegnato Bran? Lui sapeva già come sarebbe andata a finire e che Arya avrebbe usato la daga proprio per uccidere il Re della Notte? E qual è il ruolo di Arya? E’ lei il principe che è stato promesso dalla profezia di Azor Ahai? Nell'altra previsione di Melisandre che abbiamo citato, la donna aveva visto nell'oscurità di Arya  occhi marroni (Frey), occhi azzurri (Night King) e occhi verdi: che si tratti di Cersei? A  proposito della donna rossa, che significato ha la sua morte (preannunciata)? Spogliandosi della collana, la vediamo perdere la giovinezza prima e ogni linfa vitale poi, e così sembrerebbe significare che il suo compito è stato definitivamente terminato e il nemico oscuro è stato sconfitto. Ma è davvero così?

Ciò che è certo è che, più a sud, c’è un altro nemico da battere. Una volta terminata la conta dei danni e delle vittime, Stark e Targaryen si ritroveranno con un esercito ridotto ai minimi termini, stremato e sconvolto. Come potranno affrontare un'altra battaglia durissima, contro alto fuoco ed elefanti?

Di questo ed altro parleremo nel nostro settimanale appuntamento del giovedì, con le anticipazioni e gli approfondimenti sul prossimo episodio.

Nell'attesa ci gustiamo il relativo trailer:

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