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American Horror Story: 1984 - La nostra Recensione dell'Episodio 9x02

American Horror Story: 1984 - La nostra Recensione dell'Episodio 9x02

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Attenzione: questo articolo contiene spoiler

Dopo una lunga settimana senza spargimenti di sangue, eccoci finalmente arrivati alla seconda puntata di American Horror Story: 1984, e quindi alla nostra recensione settimanale.

Come già siamo stati abituati nel corso delle passate stagioni, la trama si infittisce, rivelando le storie secondarie di alcuni personaggi, un secondo assassino oltre allo psicopatico Mr. Jingles e, immancabile, la componente soprannaturale tipica di quasi ogni stagione di American Horror Story

In questa puntata scopriamo un po' di più su Brooke, facendo la conoscenza del suo passato triste che l'ha portata poi a vivere a Los Angeles. Conosciamo "molto brevemente" Blake, un magnate dell'industria porno che minaccia di screditare Xavier se non ritorna con lui per fare film porno.

Il secondo serial killer, visto nella prima puntata mentre aggrediva Brooke, si chiama Richard Ramirez e viene chiamato il cacciatore della notte. Arrivato a Camp Redwood cerca di ammazzare la giovane ragazza ma lei riesce a fuggire. Infine conosce Margaret, la proprietaria del campeggio e si allea con lei

American Horror Story: 1984 - La nostra Recensione della Seconda Puntata

I creatori Murphy e Falchuk ci hanno sempre abituato, durante le stagioni passate, a storie particolari ma che poggiano su basi reali, fatti storici. In questa stagione infatti abbiamo Richard Ramirez che si rifà a una persona realmente esistita, il quale ammazzo 13 persone nel giro di pochi mesi di attività.
Un'altra curiosità riguardo questo personaggio è che non è la prima volta che appare in American Horror Story, era apparso nella quinta stagione all'Hotel Cortez.

Arriviamo alla componente soprannaturale, scoprendo che il ragazzo che nella prima puntata era stato investito dai protagonisti è in realtà uno degli istruttori che nel 1970 era stato vittima dell'attacco di Mr. Jingles che aveva portato alla chiusura di Camp Redwood. All'apperenza questo personaggio sembrerebbe immortale o un fantasma, poiché mantiene sempre lo stesso aspetto da quel giorno. Per ora non ci è dato sapere, ma siamo convinti che alla fine della festa ogni tassello andrà al suo posto.

Quando i ragazzi protagonisti si rendono conto di essere braccati da due serial killer cercano di scappare dal campeggio ma la loro fuga non va a buon fine e si ritrovano completamente isolati e divisi in due gruppi per cercare un modo di fuggire. 

Così la seconda puntata giunge al termine e anche la nostra recensione. Ci leggiamo la prossima settimana sempre su Mad For Series.

Questa seconda puntata della nona stagione di American Horror Story risulta molto veloce e adrenalinica.
Veniamo portati già nel vivo della trama, con colpi di scena e momenti splatter tipici del genere particolmente godibili.

madforseries.it

4,0
su 5,0

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