Valeria 2: Recensione della nuova Stagione della Piccante Serie TV Spagnola targata Netflix

Valeria 2: Recensione della nuova Stagione della Piccante Serie TV Spagnola targata Netflix

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Non il Sex and The City iberico ma la generazione dei millennial

Quattro donne in una grande città internazionale che indossano bei vestiti e vivono (chi più chi meno) il sesso apertamente o, per meglio dire, alla maniera spagnola. Fin qui, il rimando a Sex and The City sembrerebbe evidente; eppure, Valeria - la serie TV Netflix prodotta da Plano a Plano e intessuta da sapienti mani femminili - non è assolutamente da considerarsi la versione iberica del luccicante colossal newyorkese, specialmente dopo la sua seconda stagione.

La serie TV creta da Darren Star ha avuto il compito di rigettare, tra le altre cose, l'ingombrante ossimoro composto dall'addizione donna single e indipendente + intensa attività sessuale: meretrice triste e fallita, spianando in questo modo la strada a una concezione differente di femminilità e libertà e donando voce più sicura e forza di vivere come davvero lo si vuole fare a milioni di ex Cenerentola.

Valeria, Lola, Nerea e Carmen non hanno più bisogno di fare questo, ma di raccoglierne la difficile eredità in un mondo in cui non tutti hanno respirato il vento del cambiamento e della rivoluzione e dove, nonostante tutto, persistono gli antichi ed immortali ostacoli alla serenità di una donna: gli uomini sposati e infedeli, l'omofobia, il maschilismo, la costruzione sociale dei concetti di mascolinità e femminilità e... i mammoni.

Dopo un primo capitolo introduttivo e con finale aperto per tutte e quattro le protagoniste, nel secondo le giovani e inseparabili amiche si trovano ad affrontare insieme ed individualmente i loro spettri passati, presenti e futuri e a porsi quelle vecchie e conosciute domande la cui risposta non fa che mutare: "Chi sono? - Sono felice? - Dove voglio andare? - Cosa voglio per me? - E cos'è che non voglio?".   

Le colonne sonore degli episodi non svolgono la più che consueta mansione di accompagnamento ma sembrano personificare gli antichi cori del teatro greco: raccontando i non detti al pubblico e dialogando con i personaggi i quali infine si lasciano condurre dalla saggezza manifesta della musica.

Abisso e inquietudine nella generazione dei millennial

Valeria, Nerea, Carmen e Lola e i restanti caratteri della serie TV popolano una società sempre più competitiva ed interconnessa che può donare moltissime opportunità e che, proprio per questo, rende più arduo il compito di scegliere una direzione. 

Il mondo disegnato da Elísabet Benavent e ridefinito dal team delle sceneggiatrici è lo specchio di una generazione affamata e costantemente stimolata in cui si è immersi in una pienissima gamma di colori che, talvolta, come accade in tutte le vite, cedono il posto all'inquietudine colorata da grigi e profondi abissi. 

Perché in fondo, siamo acqua. Perché in fondo saremo polvere, come canta Zahara.

Lo sbarco del lunario della generazione dei millennial

La smania d'indipendenza e l'ambizione generata dal talento e dal duro lavoro è osteggiata dagli imprevisti della vita. Il miglior modo per superarli secondo la serie TV? Uscire dalla propria confort zone e tenere bene a mente che la prima persona da rendere orgogliosa è te stesso

L'amore ai tempi della generazione dei millennial

Al bando i perbenismi, al bando il giudizio autoinflitto e, al bando, la felicità del prossimo: nessuno può dirti come vivere la tua vita. Ma se proprio devi ascoltare un'unica campana, che sia quella della tua famiglia acquisita: i tuoi più cari amici, coloro che non hanno nessun desiderio se non quello di vederti pienamente felice.

Oltre la siepe della generazione dei millennial

Spremi la vita come fosse il frutto più maturo appena scivolato dall'albero più alto: è l'unica che possiedi e la sola che lascerai agli altri. Circondati di persone che, seppur diverse da te, abbiano la tua stessa voglia di trovare la felicità, perché, alla fine della giornata, cos'è che conta davvero?

Per finire...

La fotografia è originale e curata, le colonne sonore - già citate - svolgono un ruolo fondamentale all'interno della narrazione e le ambientazioni così come gli outfit sono glamour e perfettamente in palette con lo stile della serie TV. 

Le quattro amiche - legate da uno spessissimo filo rosso - sbocciano nel corso della stagione come fiori di campo in primavera.

La seconda stagione di Valeria è un racconto piccante, colorato e sincero di una generazione di eterni ottimisti che si interfacciano in una grande e complessa società pronta sia ad accoglierli che ad ostacolarli.

I nuovi episodi sono caratterizzati da una fotografia molto curata e da colonne sonore dal ruolo fondamentale.

madforseries.it

3,5
su 5,0

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