The Umbrella Academy: Recensione della bizzarra Serie TV targata Netflix

The Umbrella Academy: Recensione della bizzarra Serie TV targata Netflix

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Oggi andiamo a recensire una serie tv uscita nel 2019 a tema soprannaturale, supereroi e con qualche vena celata di vintage ed inaspettato steampunk.
Parliamo di The Umbrella Academy, show che ha avuto un discreto successo al suo debutto su Netflix con la sua prima stagione tratta dai fumetti omonimi di Gerald Way e che è stato rinnovato per una seconda tranche di episodi in uscita a luglio.

La serie tratta le vicende di un gruppo di fratelli scapestrati con un'infanzia bizzarra tanto quanto la loro venuta al mondo. I protagonisti sono ragazzi nati nello stesso giorno alla stessa ora da donne che stranamente non erano incinte fino al giorno della misteriosa nascita. I 7 neonati vengono adottati da un egocentrico, austero, anaffettivo, eccentrico lord per fare parte della cosiddetta Umbrella Academy, una squadra di persone con poteri sovrannaturali e impiegate come supereroi.

I giovani vengono quindi cresciuti ed addestrati a tal scopo, ma divenuti ormai adulti e dopo aver subito la perdita di un membro del gruppo, prendono la loro strada con reciproco sdegno. Si ritrovano anni dopo costretti a riunirsi a causa di un evento inaspettato quanto cliché: il padre, Reginald Hargreeves (Colm Feore), è deceduto infatti in circostanze non ben identificate e il personale della villa è impegnato nel funerale.

The Umbrella Academy: Recensione della bizzarra Serie TV targata Netflix

E' così che inizia la storia, attraverso le interazioni forzate dei fratelli che si considerano ormai estranei e che disprezzano il defunto, che sembra averli cresciuti con grande freddezza e poco pochissimo amore al punto da chiamarli con numeri. Grace, la domestica di casa e "mamma", ha scelto per loro i nomi che ritroveremo nella stagione.

Allison (Numero Tre interpretata dall'attrice e cantante Emmy Raver-Lampman) famosa attrice con il potere della persuasione, vorrebbe tornare a casa dalla figlia e dal marito divorziato, Klaus (Numero Quattro, l'irlandese Robert Sheehan) medium spiritico, è un drogato alcolizzato che vende senza pensarci due volte oggetti di famiglia per la sua ossessione, invece Diego, il Numero Due (David Castañeda), è un vigilante notturno che usa lame da lancio per combattere il male e vorrebbe tornare alla sua vita da criminale.

Vanya (interpretata dall'attrice canadese Ellen Page) è l'unica dei fratelli che stranamente sembra non avere alcun potere e si contraddistingue in ogni cosa per una eclatante banalità e mediocrità. Reginald in vita l'ha allontanata dagli altri isolandola quando erano bambini, questo l'ha spinta a scrivere un libro scandalo dove parla delle sue vicende famigliari, trascinando dietro di sé l'odio di tutti i fratelli. 

Luther (Tom Hopper), il fratello definito Numero Uno, con una spiccata vena alla Hulk, sospetta che il padre sia stato assassinato e decide di indagare al riguardo senza grandi appoggio degli altri e creando forte attrito con Diego. Nel mentre Numero Cinque (cui da volto il giovanissimo Aidan Gallagher) appare da un varco spazio temporale che lo ha sottratto alla sua famiglia per molti decenni: ha le fattezze di un ragazzo ed è scomparso ancor prima di poter ricevere un nome diverso. 

Con scetticismo da parte di Vanya Cinque afferma di aver viaggiato nel futuro, dove avrebbe vissuto per più di 50 anni, e di essere tornato per impedire l'Apocalisse.

The Umbrella Academy: Recensione della bizzarra Serie TV targata Netflix

Queste le premesse per la prima stagione, formata da dieci episodi di circa 50 minuti l'uno. Attraverso la trama vedremo come i protagonisti scopriranno segreti di famiglia celati troppo a lungo; vi saranno azione, soprannaturale, combattimenti, agenti segreti temporali (ebbene sì una delle tematiche presenti fa parte delle spy stories).

La serie è caratterizzata da una vena piuttosto vintage rimarcata attraverso la villa di famiglia, il vestiario dei personaggi e la atemporale vicenda amorosa di una romantica quanto bizzarra cuoca di Doughnuts. Lo show possiede anche un richiamo alla versione fumettistica attraverso gli effetti speciali e narrativi. Inoltre da inaspettatamente spazio a una tematica del genere musicale classico attraverso il ruolo di Vanya, che risulta essere suonatrice di violino (nonostante l'attrice sia principiante e suoni in playback doppiata da una talentuosa giovane Imogen Sloss).

Interessante è sicuramente l'analisi di questa famiglia disfunzionale diversa dalle altre e di come fare il supereroe non sia sempre bello come sembra, anzi i nostri personaggi sembrano tutto fuorché eroi: vivono un'infanzia competitiva e traumatica, hanno relazioni interpersonali che sfociano nel malato (dai poteri alquanto manipolatori di Allison, la dipendenza di Klaus, la sottostima di Luther e quella di Vanya, la psicosi di Cinque che tutto è fuorché un bambino normale ad altro che non vi spoileremo...).
I loro poteri sfociano in caos e negatività al punto da poter creare più danni che protezione.  

Lo show sebbene formato da episodi un po' lunghi e a tratti lenti si dimostra promettente e talvolta risulta essere appagante proprio in virtù del lento srotolarsi di trama, tra l'azione, le profondità emotive, gli stereotipi narrativi fumettistici e l'assurdità di alcune scene.  

Se volete una serie tv di supereroi con richiami fumettistici, protagonisti dall'infanzia turbolenta e disfunzionale, trame contorte, azione e un pizzico di follia, The Umbrella Academy è sicuramente la proposta che fa al caso vostro. 

La vicenda principale può risultare a tratti stereotipata ma sicuramente non scontata e comunque divertente.

madforseries.it

4,1
su 5,0

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