Tales from the Loop: la Recensione della nuova Serie TV originale Prime Video

Tales from the Loop: la Recensione della nuova Serie TV originale Prime Video

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Difficilmente ci si trova a sviluppare una serie TV a partire da delle illustrazioni, ma Nathaniel Halpern, basandosi sui lavori dell'illustratore Simon Stålenhag è riuscito nell'impresa, creando Tales from the Loop (nota semplicemente come Loop), arrivato poco tempo fa sulla piattaforma Prime Video. 

Lo show partorito dalla mente di Halpern è tratto dalla raccolta dell'illustratore svedese e vede come protagonista, seppur indiretto, il Loop, un complesso scientifico costruito al di sotto di Mercer, una cittadina nell'Ohio, che indaga sui misteri dell'universo. 

La serie è una via di mezzo tra la narrazione antologica e quella lineare, in quanto ogni puntata è a sé stante ma in ogni puntata i protagonisti sono legati in qualche modo alle puntate precedenti. Siamo di fronte a una fantascienza ucronica, in quanto i fatti narrati sono ambientati nel 1982 e i cittadini vivono a contatto con tecnologie inimmaginabili per l'epoca. 

Tales from the Loop: la Recensione della nuova Serie TV originale Prime Video

La fantascienza classica

I temi che vengono trattati in Loop sono quanto di più classico non si può; abbiamo scambi di corpi, stravolgimenti di linee temporali, robot dismessi, congegni che fermano il tempo e quant'altro, per non parlare della rottura della quarta parete nella primissima scena in cui si spiega che cosa sia il Loop, con il tipo di narrazione che riprende a piene mani da The Twilight Zone

I protagonisti delle varie puntate, quasi sempre ragazzi, si ritrovano in mano tecnologie che vanno oltre la loro comprensione e le sfruttano per cercare di evadere dalla loro quotidianità, nella quale non si sentono a proprio agio per un motivo o per un altro. Gli episodi finiscono quasi sempre lasciando nello spettatore una profonda inquietudine.

L'uomo e la tecnologia

Se si accostano queste due parole è quasi inevitabile fare un paragone con la serie che nell'ultimo decennio ha più trattato questo dualismo, Black Mirror. In realtà quest'ultima ha trattato la linea sottile che intercorre tra umano e macchina, andando ad analizzare i dilemmi etici e morali derivanti dallo sviluppo incontrastato della tecnologia.
Quello che invece fa Loop è mostrare l'uomo come protagonista, favorendo l'introspezione psicologica dei personaggi durante il corso degli episodi.

Un'altra protagonista, se non la più importante della serie, è  la natura, che viene esaltata dal punto di vista registico con dei campi lunghi che mostrano il contrasto tra il paesaggio naturale e megalitiche costruzioni tecnologiche dismesse, quasi a voler dire che la natura si riprende tutto quello che le è stato tolto. 

Tales from the Loop: la Recensione della nuova Serie TV originale Prime Video

Alla fine della corsa il risultato di questa scelta narrativa, priva di qualsivoglia colpo di scena, rende la narrazione generalmente lenta, protraendo le vicende per tempi troppo lunghi e rischiando di annoiare lo spettatore. Pur essendo una serie fantascientifica non mostra un mondo iper-tecnologico ma punta sull'emozione e l'introspezione rendendolo comunque un prodotto facilmente fruibile seppur a piccole dosi.

In Tales from the Loop assistiamo al rimescolamento di alcuni dei temi più classici della fantascienza, con elementi narrativi che ricordano fortemente serie come The Twilight Zone.
Presenti anche tematiche riguardanti l'accostamento uomo e tecnologia, ma qui viene favorita l'introspezione psicologica dei personaggi.

Purtroppo lo show è generalmente molto lento, e tende a tratti ad annoiare lo spettatore.

madforseries.it

3,5
su 5,0

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