Star Trek: Discovery 3 - La Recensione del Secondo Episodio della nuova Stagione

Star Trek: Discovery 3 - La Recensione del Secondo Episodio della nuova Stagione

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Attenzione: questo articolo contiene spoiler

Lo scorso episodio della nuova stagione di Star Trek: Discovery (che abbiamo recensito in questo articolo) ci ha presentato i nuovi personaggi Book, Ruggine (di cui abbiamo raccontato le origini) e uno dei pochi rappresentanti della Federazione rimasti, Aditya Sahil, incaricato da Burnham di trovare la Discovery.

Dopo la prima puntata, incentrata interamente sull'atterraggio di Michael Burnham, il seguito rivela cosa è successo al resto dell'equipaggio della Discovery da quando è arrivato nel 32° secolo. È stato un atterraggio violento, e il loro pianeta di destinazione si rivela un'introduzione intrigante al loro nuovo tempo, un mondo arido ma arricchito da regioni abitabili che non potrebbero essere altro che artificiali. Certo, queste zone sono tecnologicamente avanzate, ma ad anni luce dagli ideali utopici che sono sempre stati tradizionalmente i tratti distintivi del franchise.

Per la loro prima missione in trasferta, Saru e il guardiamarina Tilly conoscono dei minatori che sperano che la Federazione - o ciò che ne rimane - possa un giorno venire in loro aiuto. Il problema più grande nelle loro vite è un personaggio che sembra arrivare direttamente da The Walking Dead: Zareh. Questa new entry è una sorta di incrocio futuristico tra Negan e un pistolero del Far West, il cui tintinnio degli speroni sui suoi stivali non fa presagire niente di buono. Egli è pronto a rovinare chiunque percepisca essere un gradino più in basso nella "catena alimentare". Per l'appunto, mettere le mani sulla Discovery - le cui scorte di dilitio lo rendono un oggetto d'antiquariato molto prezioso nel futuro - è proprio in cima alla sua lista.

Zareh non ha però messo in conto la conoscenza di un avversario spietato come Philippa Georgiou. Questo nuovo episodio suggerisce che la versione alternativa, arrivata direttamente dall'Universo Specchio, dell'ex capitano di Burnham potrebbe essere il membro più prezioso della terza stagione: non vincolato da regole, potrebbe essere proprio ciò di cui l'equipaggio ha bisogno nel panorama senza leggi post-Federazione del 32° secolo.

A differenza del primo episodio, Lontano da Casa sfrutta al massimo l'interazione tra i personaggi. Come per tutte le passate serie del franchise, Star Trek: Discovery funziona meglio come un pezzo d'insieme, ed è stato meraviglioso rivedere Stamets e Culber di nuovo uniti! 

L'episodio crea anche un interessante mistero che circonda la tenente Keyla Detmer: perché è totalmente diversa da quando è arrivata nel futuro? Ammetto di aver supposto che potrebbe essere stata "posseduta" dai resti di Controllo durante l'attraversamento del wormhole, ma solo col tempo potremo capire la realtà dei fatti.

Star Trek: Discovery 3 - la Recensione del Secondo Episodio della nuova Stagione

Il finale della puntata rilasciata oggi, incentrata particolarmente sugli avvenimenti legati alla Discovery, ha rivelato che mentre per l'equipaggio è passato solo un giorno, per Michael Burnham è passato un anno. Capendo quindi che adesso ci troviamo nel 3189 la domanda relativa al Grande Fuoco passa ora in secondo piano, lasciando posto a: cosa hanno fatto Book e Burnham in tutto questo tempo? 

Questa tematica potrebbe non essere svelata più di tanto durante lo spettacolo, potrebbe essere semplicemente un espediente progettato per dare a Michael Burnham alcuni nuovi tratti caratteriali istantaneamente (al posto di affrontare i motivi che l'hanno portata a cambiare) e anche, per convenienza, dare all'equipaggio della Discovery qualcuno che possa spiegare rapidamente come funziona il 32° Secolo. Dal punto di vista della trama, dopotutto, Star Trek: Discovery non ha davvero bisogno di tornare indietro per raccontare gli avvenimenti dell'anno mancante per far funzionare il resto della storia. Ma se quel "buco" dovesse essere importante, lo scopriremo nel corso della stagione.

Ad ogni modo, i mesi mancanti di Michael Burnham hanno appena cambiato l'intera struttura della serie: invece di metterci al passo con il nuovo secolo, ora stiamo anche cercando di recuperare il "ritardo" con il personaggio principale dello show. Nelle stagioni precedenti, Michael è stata un libro aperto, l'unica persona sulla Discovery di cui sapevamo praticamente tutto. Ma ora la situazione è stata capovolta: oggi è Michael il personaggio che detiene alcuni segreti.

La trama prosegue portandoci lentamente all'azione, caratteristica dell'universo di Star Trek. 

Nonostante alcuni avvenimenti dell'episodio risultino un po' forzati, il filo conduttore continua a mettere insieme i pezzi di un futuro ancora ignoto.

La terza stagione di Star Trek: Discovery sembra lentamente decollare.

madforseries.it

3,9
su 5,0

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