Smallville: Recensione della famosa Serie TV di Supereroi, con Tom Welling

Smallville: Recensione della famosa Serie TV di Supereroi, con Tom Welling

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"Somebody save me!"

Una semplice frase che richiama alla mente il ritornello di una delle sigle più celebri del panorama seriale, e mai espressione fu più esplicativa in questo caso: un grido d'aiuto, una richiesta di soccorso che giunge da qualcuno in difficoltà, che solo una persona, o alieno, accoglierà.

"È un uccello? È un aereo? No, è Superman!"

Smallville è uno show creato da Alfred Gough e Miles Millar (che hanno collaborato insieme anche per The Shannara Chronicles), che è andato in onda dal 2001 al 2011, con l'intenzione di narrare e riscrivere in chiave teen drama la storia di Clark Kent prima di divenire il celebre Uomo d'Acciaio.

Partendo dall'arrivo sulla Terra della sua navicella e l'adozione da parte della famiglia Kent, seguiamo le vicende del supereroe, interpretato da Tom Welling (apparso in Lucifer), con un focus impostato soprattutto sulla sua gioventù passata nella cittadina di Smallville, fra liceo, amici e primi amori, per poi concentrarsi nelle ultime stagioni sul suo arrivo a Metropolis e al compimento del suo destino.

Questo netto passaggio dal paesino alla grande città non solo segna un momento decisivo nella crescita del protagonista, che svestendo i panni dell'ingenuo adolescente e abbandonando l'ovile, matura e abbraccia le responsabilità della vita adulta, ma anche lo stesso show muta e cambia la sua pelle: i toni si fanno leggermente più dark e la fotografia si adatta all'ambiente circostante, passando da una solare e aperta campagna ad un contesto urbano.
Anche la sceneggiatura ne subisce le conseguenze: se inizialmente le due anime della serie, teen drama e action, sono perfettamente bilanciate fra loro, successivamente si tende a puntare più sulla componente supereroistica.

Tutto ciò da quasi la sensazione di trovarsi davanti ad un prodotto diverso rispetto a quello degli esordi e ad alimentare questo blando senso di estraniamento interviene anche la perdita di colonne portanti del cast.

Smallville: Recensione della famosa Serie TV di Supereroi, con Tom Welling

Con l'unica eccezione della prima stagione, composta quasi interamente da episodi autoconclusivi, lo show si suddivide fra puntate filler, caratterizzate dalla presenza del "mostro della settimana" che deve essere sconfitto, e una trama orizzontale che andando avanti con le stagioni s'infittisce sempre di più, coinvolgendo una moltitudine di personaggi e antagonisti, non solo dell'universo di Superman, ma anche di tutte le altre testate DC.

Il programma televisivo però crea una propria mitologia, che si basa sui comics originali, ma reinventa e modifica alcuni passaggi e alcune caratteristiche dei protagonisti.
Non mancano comunque elementi che strizzano l'occhio ai fan dei fumetti: numerosi sono infatti gli easter egg, battute e dialoghi seminati nelle puntate che rimandano al destino che attende i personaggi, che in alcuni casi possono essere compresi dal grande pubblico, ma in altri solo da appassionati del settore.

Smallville: Recensione della famosa Serie TV di Supereroi, con Tom Welling

Oltre ad un buon impianto action, come detto precedentemente, la serie presenta le componenti tipiche dei teen drama: l'ambientazione liceale offre infatti la possibilità di esplorare amicizie e amori, corrisposti o no, intessuti fra i banchi di scuola.

Al centro delle vicende troviamo il tenero legame sentimentale fra Clark Kent e Lana Lang, interpretata da Kristin Kreuk (vista in Beauty and the Beast).
Fra segreti e bugie, tira e molla, e la presenza di rivali, la loro travagliata storia riesce a far palpitare il cuore degli spettatori, grazie ad una perfetta intesa chimica fra i due interpreti.
Purtroppo la medesima magia non si riuscirà a ricreare con un'altra coppia che si verrà a creare proseguendo con le stagioni, e personaggi che funzionavano benissimo come amici, grazie a divertenti siparietti comici, divisi fra battibecchi e canzonature, perdono di sintonia nel momento in cui il loro rapporto evolve e questo per un teen drama è un passo falso.

Un altro tema caro alla serie è il dualismo fra i due antagonisti per eccellenza, Superman e Lex Luthor, che ha il volto di Michael Rosenbaum: gli sceneggiatori infatti giocano continuamente mettendoli a confronto, come se fossero due facce della stessa medaglia.

La storia esplora sapientemente i passi e le azioni che porteranno i due protagonisti, inizialmente amici, a percorrere strade differenti e ad assumere il ruolo di acerrimi rivali.
A sostegno di tale tesi interviene anche la massiccia presenza del dispotico padre di Lex, Lionel Luthor, interpretato da un fantastico John Glover.
Personaggio praticamente creato per lo show, in quanto nei fumetti ha un ruolo marginale, è il perfetto contraltare dei coniugi Kent: tanto quest'ultimi generano un clima famigliare benevolo e rassicurante, incoraggiando e sostenendo il figlio, quanto il ricco magnate crea un rapporto conflittuale e distorto con il suo erede, schernendolo e mettendolo costantemente alla prova.

Nelle stagioni successive gli autori proveranno ad introdurre un altro protagonista con caratteristiche d'ambiguità simili a Lex, ossia Tess Mercer, che ha il volto di Cassidy Freeman, non riuscendo però a raggiungere gli effetti sperati, per assenza del medesimo carisma del suo predecessore.

A conti fatti la serie è un buon prodotto d'intrattenimento, capace d'attirare una vasta moltitudine di spettatori con interessi diversi, grazie alla sua natura ibrida che oscilla fra action e teen drama.

Fra travagliate storie d'amore e battaglie con nemici storici, Smallville reinventa le origini di un'icona dei fumetti DC.

Lo show, come il suo protagonista e gli stessi spettatori fedeli, cresce e cambia andando avanti con le stagioni, perdendo temi adolescenziali e abbracciando maggiormente la sua componente comics.

madforseries.it

3,5
su 5,0

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