Romulus: Recensione dei Primi Due Episodi della Serie TV Sky di Matteo Rovere

Romulus: Recensione dei Primi Due Episodi della Serie TV Sky di Matteo Rovere

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Dopo l’apprezzato film del 2019 “Il Primo Re”, che rivisitava il mito di Romolo e Remo e della fondazione di Roma, il regista Matteo Rovere torna a cimentarsi con la mitologia e la storia del popolo latino, ideando la serie TV Romulus.

Lo show, prodotto in collaborazione da Sky Studios, Cattleya, Groenlandia e ITV Studios, riadatta le mitiche vicende antecedenti agli storici gemelli allevati dalla lupa.

“8 secolo A.C., dopo decenni di guerra, i trenta popoli delle terre a sud del Tevere si sono riuniti in un’unica alleanza. Ognuno dei trenta popoli ha il suo re, ma tutti riconoscono in quello di Alba il loro capo”.

Sullo sfondo di questi antefatti si muovono le vicende di due fratelli, Enitos e Yemos, nipoti di Numitor, sovrano di Alba Longa, destinati a succedergli in seguito alla sua condanna all'esilio per un responso negativo da parte degli dei.
Non tutti saranno però a favore del passaggio di potere, in primis lo zio dei giovani, Amulius, il cui desiderio di comando è alimentato dall'astuta moglie Gala.

L’assaggio avuto finora delinea sicuramente una produzione ambiziosa, arricchita da una fotografia sbalorditiva fatta di ambientazioni antiche e incontaminate che incorniciano quella che si prospetta come una entusiasmante epopea.

Fra intrighi e giochi di potere, la storia presenta atmosfere dal sapore vagamente shakespeariano e tratteggia personaggi vivi e reali, alcuni mossi dall'ambizione e altri travolti dagli eventi, dalle scelte compiute o dai sentimenti spesso in contrasto con i loro obblighi sociali.
La trama intessuta pone l’accento su dinamiche già ben rodate in altre produzioni o opere, ma non mancano già colpi di scena e inaspettati sviluppi riguardanti alcuni protagonisti.

Romulus: Recensione dei Primi Due Episodi della Serie TV Sky di Matteo Rovere

Riti d’iniziazione, celebrazioni funerarie, nonché credenze e culti, come il ruolo delle vestali, sacerdotesse vergini custodi del fuoco sacro, sono elementi presenti già nei primi due episodi che fungono da sfondo alla storia ed immergono lo spettatore nella quotidianità del periodo storico.

Questa buona ricostruzione, in continuità con il film “Il Primo Re”, viene apportata anche alla lingua parlata: infatti nella pellicola del 2019, i personaggi si esprimevano con un linguaggio arcaico, misura adottata anche nel recente dramma in costume di Netflix, Barbari (di cui potete leggere la nostra recensione) e che viene ripetuta anche in questo nuovo prodotto utilizzando il protolatino.

Questa scelta da un lato ha sicuramente il pregio di arricchire lo show ed esprime l’intenzione di ricercatezza e adesione storica da parte degli autori, ma dall'altro potrebbe rendere la visione leggermente più difficoltosa a chi non è avvezzo all'utilizzo di sottotitoli.
In aiuto del pubblico però, segnaliamo che esiste anche una versione doppiata nell'idioma corrente.

Per quanto riguarda il comparto musicale, menzione d’onore alla sigla dei titoli di testa che è una cover della celebre “Shout” dei “Tears for Fears”, eseguita in questa occasione dall'avvolgente voce di Elisa, che ne dà una versione malinconica che ben si adatta alle atmosfere suggestive e all'ambientazione delle vicende narrate e ne esalta inoltre l’epicità.

Romulus, la nuova serie di Sky creata da Matteo Rovere, si presenta come un’opera maestosa che non ha nulla da invidiare alle produzioni d’oltreoceano.

Dalla fotografia spettacolare all'attenzione alla ricostruzione storica, passando per una trama e personaggi di spessore, vengono gettate le basi di un racconto epico ed estremamente coinvolgente.

madforseries.it

4,0
su 5,0

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