Resident Evil: Infinite Darkness - Recensione della nuova Serie TV targata Netflix

Resident Evil: Infinite Darkness - Recensione della nuova Serie TV targata Netflix

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Dopo ben sei film ed innumerevoli videogiochi di grande successo, il franchise di Resident Evil fa il suo debutto nel mondo delle serie TV: l’attesissima Resident Evil: Infinite Darkness, miniserie diretta da Eiichiro Hasumi e realizzata completamente in CGI, sbarca sulla piattaforma di streaming Netflix.

Ambientato nel 2000 in Penamstan (stato asiatico fittizio) e nel 2006 negli Stati Uniti, lo show vede come protagonisti due personaggi ben conosciuti da chi ha familiarità con i videogiochi del franchise: Leon (doppiato da Nick Apostolides), che si avventurerà in una missione segreta attorno alla quale ruoterà la linea narrativa principale, caratterizzata da scene d’azione estremamente ben rese, e Claire (doppiata da Stephanie Panisello), che inizierà ad investigare per fare chiarezza su qualcosa di misterioso accaduto anni prima, ma che avrà pericolose conseguenze sul presente.

La linea narrativa di Claire viene affrontata in modo frettoloso e abbastanza superficiale: la ragazza trova davvero poco spazio all’interno della trama, complice anche l’estrema brevità della miniserie, composta da soli quattro episodi della durata di circa mezz’ora; la sua presenza sembra più un omaggio volto a gratificare i gamers, piuttosto che qualcosa di funzionale alla narrazione, e l’intrecciarsi delle sue vicende con quelle di Leon sembra forzato.

Del passato di Leon - che sotto molti aspetti sembra il più classico degli action heros americani - e Claire non viene rivelato quasi nulla: un piccolo riferimento al fatto che entrambi sono sopravvissuti all’incubo in cui si era trasformata Raccoon City e poco altro, lasciando un po’ disorientati gli spettatori che non conoscevano già i personaggi, spettatori che si trovano sostanzialmente di fronte due sconosciuti. Mentre, per quanto riguarda i due militari che affiancano Leon nella sua missione, Jason e Shen May (doppiati rispettivamente da Ray Chase e Jona Xiao), i continui flashback agli avvenimenti del 2000 forniscono loro un esauriente background, che consente un'accurata caratterizzazione, e permette di capire le motivazioni che li spingono ad agire.

“There is much to fear in this world… But nothing more so than humans”.
Come spesso accade, quando cose terribili e apparentemente inspiegabili si diffondono nel mondo, dietro vi si cela il piano malvagio di una persona crudele e senza scrupoli, che fa leva sulla sua posizione di potere per ambire ad avere ancora più potere, noncurante di tutto il male che comporterà. Proprio in questo spettro rientra il villain, la cui hybris gli rende impossibile vedere che qualcuno sta provando a fermare il suo master plan.

“I will show you fear”.
Ma, purtroppo, l’elemento horror che ha da sempre caratterizzato il franchise è presente solo in minima parte: dell’immenso catalogo di mostri spaventosi ed abomini che viene mostrato nei film e nei videogiochi, c’è ben poco nella serie, che dà di gran lunga più spazio all’azione. Peccato, perché le scarse sequenze horror sono coinvolgenti ed inquietanti, grazie anche all’angosciante colonna sonora, realizzata da Yougo Kanno, e all’oscurità che domina la scena.

Notevole la qualità della CGI, con l’eccezione di qualche movimento dei personaggi ed espressioni facciali che ogni tanto risultano lievemente innaturali. La struttura degli episodi dà l’impressione che più che una miniserie, si stia guardando un film suddiviso in quattro parti. L’eccessiva brevità della stagione non consente di approfondire personaggi marginali ma potenzialmente interessanti (come ad esempio Patrick); del poco tempo a disposizione risente anche la trama, che sotto alcuni aspetti è ridotta ai minimi termini, lasciando diverse domande senza risposta.

Tutto sommato, una prima stagione piacevole, che molto probabilmente farà felici i fan della serie di videogiochi; tanti spunti interessanti, che avrebbero meritato un’esplorazione più approfondita, ma che comunque offrono quasi due ore di intrattenimento tra zombie, combattimenti e missioni segrete.

Resident Evil: Infinite Darkness sbarca su Netflix: pochi zombie e tanta azione, probabilmente non quello che i fan del genere horror si aspettavano.

Una miniserie, molto mini, gradevole ma non eccezionale.

madforseries.it

2,0
su 5,0

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