Katla: la Recensione della nuova Serie TV Originale Netflix

Katla: la Recensione della nuova Serie TV Originale Netflix

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Katla, l’attesissima prima serie TV originale Netflix islandese, è finalmente approdata sulla piattaforma di streaming.
Creata da Baltasar Kormákur e composta da otto episodi, ci trasporta nella gelida Islanda, in particolare nella cittadina di Vík, ai piedi del vulcano Katla che con la sua eruzione che va avanti ormai da un anno ha cambiato radicalmente sia la geografia che la realtà sociale del paese.

È proprio il vulcano che per lunghi tratti domina la scena, con la sua maestosità e con l’imponente colonna di fumo che si solleva in modo costante dal suo cratere. 

“La Natura ci ricorda quanto siamo piccoli”

Vík, un tempo ambita meta turistica, a causa dell’eruzione è diventata quasi deserta: molti degli abitanti si sono rifugiati a Reykjavík, lasciando una comunità ormai ridotta ai minimi termini, pochissime persone che si aiutano per cercare di sopravvivere in un ambiente a dir poco inospitale.
Una fitta coltre di cenere ricopre edifici, strade, macchine, animali: un grigio preponderante, che insieme al bianco sporco della neve, alla densa nebbia e al cielo costantemente plumbeo crea un’atmosfera al limite dell’irreale, sensazione amplificata da una fotografia che contribuisce al rendere il tutto ancora più tetro. Solo raramente si intravede qualche timido raggio di sole, o qualche macchia di verde nel paesaggio.

“Sembra un cimitero”

E nel cimitero in cui si sta lentamente trasformando Vík, cominciano a comparire fantasmi del passato, che emergono coperti da fango e cenere dal ghiacciaio che circonda il vulcano. Tradizionalmente i fantasmi ritornano a causa delle loro faccende in sospeso; in Katla, le presenze si manifestano per ricordare agli abitanti del paese la necessità di affrontare le loro questioni, rimaste inconcluse per anni. Tutti i nodi vengono al pettine.

È vero, è difficile cercare di rendere in modo realistico qualcosa di paranormale, ma i cittadini di Vík sembrano accettare senza troppi indugi i nuovi arrivati, nonostante si tratti palesemente di creature sovrannaturali: l’uomo di fede grida al miracolo, la donna con l’inclinazione verso l’esoterismo si rifugia nella familiarità delle leggende del folclore, accogliendo di buon grado l’esistenza della magia, altri si limitano a prendere atto delle incredibili circostanze che si sono venute a creare.
Ma, a prescindere dalla loro origine e dalla loro natura, questi changelings arrivano a destabilizzare il già precario equilibrio che regna nel paese, con il loro dirompente impatto sulle vite dei personaggi della serie.

Presentata come un thriller fantascientifico, Katla non rientra pienamente in nessuno dei due generi: un ritmo non molto incalzante, tensione e suspense non raggiungono mai livelli notevoli, neanche nel climax degli episodi avanzati, e quasi tutti i colpi di scena sono abbastanza prevedibili. 

Gli elementi sci-fi vengono affrontati marginalmente, e trovano spazio solo in un dialogo di poche battute, nel tentativo di dare una spiegazione fantascientifica a quello che sta accadendo, che sembra rientrare più che altro nell’ambito della magia. Nessuno si sforza particolarmente per provare a spiegare razionalmente la situazione.

Un’idea di base originale ed interessante che concilia la mitologia celtica e le storiche eruzioni del vulcano Katla, che però viene sviluppata in modo piuttosto superficiale e approssimativo, rendendo i changelings poco più che accessori per conoscere il passato dei personaggi principali e per approfondire la loro caratterizzazione, estremamente ben resa. Il cast, che comprende attori non troppo conosciuti a livello internazionale ma abbastanza celebri in Islanda, si dimostra all’altezza. Il finale aperto lascia spazio all’ipotesi di un’eventuale seconda stagione, della quale non si hanno ancora notizie. 

La serie TV di Netflix, Katla, è un esperimento con molto potenziale, riuscito solo in parte.

Un ritmo non molto incalzante e colpi di scena piuttosto prevedibili rendono questo nuovo show tutt'altro che memorabile.

madforseries.it

2,0
su 5,0

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