Hunters: Recensione e Prime Impressioni della nuova Serie TV targata Prime Video

Hunters: Recensione e Prime Impressioni della nuova Serie TV targata Prime Video

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Hunters, la tanto attesa serie targata Amazon Prime che vanta come protagonista Al Pacino, è iniziata alla grande con questa prima stagione, nonostante qualche critica mossa per la violenza presente. Lamentele che a nostro avviso sono immotivate, considerando la trama dello show.

La Trama

Hunters, ideata da David Well, è ambientata a New York nel 1977 e ci racconta la storia di un particolare gruppo di cacciatori di nazisti. Questo gruppo che inizialmente è spinto dal sentimento di vendetta e di giustizia, scova e uccide quei nazisti che si sono rifugiati negli Stati Uniti dopo la guerra grazie al governo americano. 

Presto però si troveranno a dover affrontare la realtà e a mettersi in discussione, chiedendosi se il loro operato è veramente giustificato dalle gravi azioni commesse dagli antagonisti.

Hunters: Recensione e Prime Impressioni della nuova Serie TV targata Prime Video

Le premesse sono buone e l’inizio è ottimo.
La prima puntata ci lancia direttamente nel pieno della storia, con scene che sembrano girate da Tarantino o da Scorsese e che ci fanno dimenticare che stiamo guardando una serie. La qualità degli episodi risulta uniforme per tutta la stagione.

La Cultura Pop

Hunters ci immerge nella cultura pop con tanti riferimenti ai fumetti, attori, film e molte sono anche le inquadrature alle guide televisive che ci mostrano Farrah Fawcett. Tutte queste citazioni e riferimenti sono ricorrenti e si legano benissimo ai dilemmi morali che Jonah (Logan Lerman) deve affrontare.

Hunters: Recensione e Prime Impressioni della nuova Serie TV targata Prime Video

Molte e particolarmente evidenziate sono le scene che riprendono tale cultura, come ad esempio la presentazione della squadra di cacciatori in stile fumettistico.

Queste parti dello show potrebbero sembrare del tutto prive di senso, ma non dobbiamo dimenticare che questa storia viene vista dagli occhi di Jonah, un ragazzo che lavora in un negozio di fumetti e che inizialmente vede il gruppo come una squadra di eroi e che, in alcune situazioni immagina altro per distrarsi da un evento crudele.
Queste scene sono utili anche allo spettatore per uscire dal carico emotivo che la serie tv potrebbe suscitare.

Il Bene contro il Male

Hunters non si limita a presentarci una semplice lotta tra il bene e il male, ma ci pone di fronte a dilemmi morali. I cacciatori di nazisti si trovano in una posizione in cui è difficile capire fin dove possano spingersi per vendetta o per giustizia. La figura della cultura pop più citata in questo frangente è Batman, e i protagonisti continuano a chiedersi quanto sia necessario “spingersi nell’oscurità per preservare la luce”. 

Hunters: Recensione e Prime Impressioni della nuova Serie TV targata Prime Video

Questi criminali di guerra andrebbero consegnati alla giustizia, uccisi o devono soffrire e poi essere uccisi? Questa domanda continua a torcersi nelle viscere di Jonah per tutta la stagione. Anche nelle esitazioni degli altri protagonisti, nei momenti cruciali, ci viene mostrata una continua lotta tra il giusto e il sbagliato. 

La violenza che viene perpetrata dai cacciatori è stata scelta dagli autori a scopo provocatorio e per aumentare questa idea di un confine labile tra bene e male.

I personaggi

I cacciatori risultano ben caratterizzati e si distinguono tra di loro per le loro storie. Non si può dire lo stesso della loro controparte: i nazisti. Questa assenza di personalità nell’interpretazione può essere ricondotta al fatto che la maggior parte di loro viene semplicemente rintracciata ed uccisa, rimanendo sullo schermo solo per qualche minuto. 

Ma anche i grandi burattinai nazisti sono stati approfonditi poco, ma probabilmente lo saranno maggiormente nelle prossime stagioni, di cui attendiamo con ansia notizie.

Hunters ci ha convinto con il suo esordio, non solo per la trama e le scelte narrative attuate dalla regia, ma anche per la sua capacità di coinvolgere emotivamente lo spettatore nonostante la lunghezza degli episodi.

Ottimi i riferimenti alla cultura pop dell’epoca, utili anche per diminuire il carico emotivo a cui si viene sottoposti.

madforseries.it

4,2
su 5,0

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