Godless: la Recensione della Serie TV Western targata Netflix

Godless: la Recensione della Serie TV Western targata Netflix

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Il panorama delle serie tv è ormai molto ampio, con l'avvento delle piattaforme streaming a pagamento che hanno ingigantito l'offerta, proponendo show più o meno di qualità.

Tanta è, appunto, l'offerta, da non riuscire a far sempre una selezione accurata dei prodotti da vedere, rischiando di incappare anche in serie di dubbia qualità.
Ma il problema si pone anche all'opposto, perché molte volte volte si rischia di non notare delle piccolissime perle a discapito di roba più commerciale ma meno buona.

Questo è proprio quello che può capitarvi con Godless, una miniserie western di 7 episodi ideata da Scott Frank, che potete trovare su Netflix dal 2017, di cui oggi pochi parlano, e a cui, a suo tempo, nessuno probabilmente ha dato la rilevanza che meritava.

Un'opera d'arte unica e imperdibile, che purtroppo si perde nell'infinità di produzioni che la piattaforma americana ha da offrire ma a cui tutti, anche i non amanti del genere, dovrebbero dare una chance.

Proprio li, nel selvaggio west...

Ci troviamo in New Mexico, nella seconda metà del diciannovesimo secolo.
Qui, assistiamo ad una vera e propria caccia all'uomo: lo spietato fuorilegge Frank Griffin, interpretato da un magistrale Jeff Daniels, sta inseguendo insieme alla sua banda formata da una trentina di manigoldi, spargendo morte e distruzione ovunque, Roy Good, interpretato da Jack O'Connel, figliol prodigo di Griffin, nonché ex membro dei suoi.

Dopo aver tradito Griffin in seguito ad un assalto al treno con rapina, Roy trova rifugio in casa di una  vedova, Alice Fletcher, alle porte di una cittadina composta da vedove e pochissimi uomini chiamata La Belle.
Nella piccola cittadina mineraria, un terribile incidente in miniera causò la morte della maggior parte degli uomini del paese, che lasciarono moglie e figli a dover affrontare le fatiche del quotidiano, sotto l'ala protettrice, però, dello sceriffo Bill McNue, che purtroppo, a causa di problemi alla vista, pare aver perso il suo smalto come pistolero, cosa che gli ha causato denigrazioni varie. Quest'ultimo, in senso di rivalsa, deciderà di mettersi sulle tracce del temibile Griffin, affidando la custodia di La Belle al suo giovane vice Whitey Winn.

Un cast d'eccezione

Non hanno di certo badato a spese per questa miniserie, composta da un cast d'eccezione! Infatti, oltre ai già citati Deniels e O'Connel, troviamo anche Michelle Dockery (Downton Abbey) nei panni della vedova Fletcher, Scoot McNairy (True Detective 3, Narcos Messico 2) in veste di sceriffo di La Belle, e Merrit Wever (The Walking Dead), che interpreta Mary Agnes, l'intraprendente sorella dello sceriffo, uno dei migliori personaggi della serie.

Non solo pistole e serpenti a sonagli...

Godless è la serie definitiva che valorizza al massimo il genere western, grazie ai suoi scenari e ai suoi momenti di epicità unici del genere, ma non è soltanto una storia di risse nei saloon, sparatorie, cowboy, sceriffi e indiani; è anche una storia che ci mostra la redenzione, la rivalsa delle persone.

Il percorso di crescita di Roy Good, la lotta a difesa di La Belle delle sue orgogliose cittadine, che mai e poi mai vorrebbero farsi mettere i piedi in testa, ancor meno dalla banda di Griffin, diretta in città dopo aver saputo che Roy era rifugiato li nei dintorni; tutto questo fa si che la serie spicchi il volo, offrendoci, allo stesso tempo, tutto il meglio che il genere western ha da offrire.

Fanno da traino all'intera vicenda l'amore/odio tra Roy e Griffin, dove ci viene mostrato il dolore che può provare un padre dopo essere stato tradito dal suo figlioccio adottivo, e l'orgoglio delle donne di La Belle, in particolare quello di Mary Agnes, donna granitica, che sa nascondere i dolori e che ha la forza di combattere per tutte.

Dinamiche incredibili che si incastrano nel corso dei 7 episodi, per nulla pesanti, per nulla scontati o ripetitivi, ricchi di momenti di riflessione, conditi da azione quanto basta, culminando con un finale incredibile, di cui non faremo spoiler perché deve essere visto con i propri occhi, per poterne commentare la bellezza.

La regia, che talvolta rievoca le scene dei grandi capisaldi del genere, toccandoli con il giusto rispetto, arricchisce la narrazione, già molto lineare, ma compassata, non frenetica, che da ampio spazio alla caratterizzazione dei personaggi (incredibili) trovando il giusto compromesso tra scene più blande, fatte talvolta anche di lunghi silenzi, ma che comunque immergono pienamente nell'atmosfera, non risultando pesanti.

Come cornice per questo splendido quadro dipinto da Scott Frank, troviamo la splendida fotografia; paesaggi unici, dal fortissimo impatto visivo, che lasciano a bocca aperta e senza fiato, e che rappresentano parte integrante del racconto, come elemento imprescindibile.

Conclusioni

Godless non è, a nostro parere, una serie solo per gli amanti del genere. Tutti dovrebbero avere il privilegio di vederla, gustarla e non dimenticarla, perché rappresenta tutto il meglio che la produzione seriale ha da offrirci oggi.

Il selvaggio West fa da contorno a vicende umane che lasciano il segno e che aiutano a crescere migliorando il proprio status, e ci viene mostrata la natura delle persone, che con i loro gesti tradiscono un sentimento che sia di amore, odio o rivalsa.

Una delle migliori serie in circolazione, di qualità, elegante, ironica e brutale allo stesso tempo, consigliata a tutti e imprescindibile per gli amanti del genere.

Godless è una miniserie di qualità elevatissima, con poche sbavature. Consigliata a tutti, imperdibile per chi mastica il western.

Prendetevi del tempo per gustarvi i sette episodi che compongono una piccola perla nel panorama seriale di oggi, ne varrà la pena.

madforseries.it

5,0
su 5,0

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