Doom Patrol 2: Recensione del 1° Episodio della nuova Stagione della Serie TV

Doom Patrol 2: Recensione del 1° Episodio della nuova Stagione della Serie TV

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Dopo averci inaspettatamente sorpreso con la prima stagione, che si discostava dai classici telefilm sui supereroi, Doom Patrol fa ritorno sulla piattaforma di streaming HBO Max con una nuova serie di episodi. Se vi siete persi la nostra recensione della stagione precedente, fermatevi e andate a recuperarla in questo articolo. Non vi preoccupate… vi aspettiamo.

Il primo episodio della seconda stagione si intitola Fun Size Patrol un chiaro riferimento alle dimensioni dei protagonisti. Lo scorso anno abbiamo infatti lasciato i nostri eroi in una condizione spiacevole: Chief (Timothy Dalton) e la sua squadra, ad eccezione di Larry (Matt Bomer), erano stati rimpiccioliti dopo aver affrontato Mr. Nobody e aver salvato Dorothy. La storia ricomincia proprio da qui, con la stramba squadra alle prese con la loro nuova condizione, con i dissapori interni e i fantasmi del passato.

L’inizio di questo capitolo appare leggermente sottotono rispetto agli episodi precedenti: la maggior parte della puntata si sviluppa attorno a una serie di flashback che porta a galla i rimpianti dei personaggi e ai dissapori nei confronti di Chief. Una scelta narrativa necessaria per dare un finale alle vicende della stagione precedente e per presentarci  il nuovo personaggio: Dorothy.

Queste scene ci portano nuovamente a riflettere, facciamo riferimento soprattutto a quelle relative alla figlia di Chief, sulla condizione del “diverso” nella nostra società, tematica ampiamente trattata nella stagione precedente e che sarà di sicuro centrale nei prossimi episodi.

L'emarginazione, il rifiuto e il maltrattamento degli individui considerati "diversi" e che molto spesso non vengono ritenuti persone, è un argomento di forte impatto sociale, che seppur estremizzato in questo contesto, dato che parliamo di persone con poteri strambi, può trovare familiarità con la realtà, in cui molto spesso individui che non rientrano nella visione di ciò che consideriamo “normale” vengono discriminati ed isolati. 

Negli ultimi minuti di Fun Size Patrol assistiamo finalmente a qualche vicenda in grado di strapparci un sorriso; l’assenza di Alan Tudyk è visibilmente percepibile; e a dei colpi di scena che aprono delle prospettive decisamente interessanti
Questo cambiamento repentino nei minuti finali, che sicuramente si pone come obiettivo quello di coinvolgere lo spettatore, genera invece contrasto tra le due parti dell’episodio, facendogli perdere uniformità. 

Nella nostra mente una vocina riecheggia: Non sarebbe stato meglio iniziare la nuova stagione con i minuti finali di questo episodio e lasciare il resto nel capitolo precedente?

Il primo episodio della seconda stagione di Doom Patrol è quella goccia di bibita in fondo alla lattina, che una volta raggiunta ti fa pensare “ora ho finito” e “però… ne voglio ancora”. 

Una puntata lenta, ma necessaria, che pone fine alle vicende della stagione precedente e che negli ultimi minuti apre delle porte molto interessanti e strambe, di cui siamo molto curiosi. Ma che solleva qualche dubbio sulla struttura con cui è stata concepita.

madforseries.it

3,4
su 5,0

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