Come Vendere Droga Online (In Fretta) 2: la Recensione della nuova Stagione

Scritto da: Brian FreschiData di pubblicazione: 

Attenzione: questo articolo contiene spoiler

Facciamo un passo indietro per i distratti, ok? 

Siamo in Germania, un po' in quella provincia grigia e nervosa che tanto si ama, e Moritz Zimmermann (un marshmallow stropicciato e interpretato da un bravo Maximilian Mundt) timido, scontento dell'esistenza, ingobbito e intelligente, ama alla follia la sua ragazza storica, Lisa (Anna Lena Klenke) che però parte per l'America perché viva la vita e torna cambiata e un po' drogata. Ah! E decide di mollare Moritz sempre perché viva la vita.
Moritz piange dall'amico Lenny (un intenso Danilo Kamber), programmatore geniale che però ha tipo il cancro, un'aspettativa di pochi anni di vita (comunque da passare in sedia a rotelle) e chili in più di dignità dell'amico fiocco di neve. Il nuovo amore di Lisa è lo spaccino della scuola, Dan (un adorabile Damian Hardung che abbiamo già avuto modo di applaudire come Adso da Melk ne Il Nome della Rosa), quindi Moritz decide di smanettare nel dark web e di aprire insieme a Lenny MyDrugs, uno store online di droga, per riuscire a riconquistare Lisa in un piano machiavellico e improbabile.
La cosa sfugge di mano. Moritz viene pestato, uno spacciatore locale li minaccia, Moritz viene pestato, riconquistare Lisa sembra impossibile, Moritz viene pestato, lo spacciatore si suicida per sbaglio perché è scemo ma...I soldi iniziano a girare, ma proprio tanti soldi. Tanti da attirare una grande start-up olandese che vende limonata ma che in realtà gestisce un impero di pasticche. E, nel frattempo, ecco Lisa che ritorna!

E ora? MyDrugs va alla grande anche grazie agli olandesi, Moritz e Lisa vanno alla grande anche se lei non conosce il suo segreto, Dan ha iniziato a lavorare con loro imbustando pilloline nella cameretta di Moritz e sembra che tutto vada alla grande. Tanto che il milione di euro in bitcoin c'è e quindi il progetto si può anche chiudere e godersi la vita, no? Peccato che deve essere Moritz a comunicarlo agli olandesi e peccato che, spesso, le proprie ambizioni non combacino con le esigenze dei propri soci. 

E che quando capita sono dolori...

Come Vendere Droga Online (In Fretta) è tornato! Viva CVDO 2

Avventura partita totalmente in sordina nel 2019 e che, a suon di sacchetti di MDMA rovesciati, si è creata quel buon zoccolo duro di pubblico per giustificare una seconda stagione (forse complice anche il successo di Dark, che ha portato maggiore visibilità alle serie tedesche), ora ritorna in pompa magna sullo stesso filone, con una nota di maggiore attenzione allo sviluppo e alla maturità dei suoi protagonisti

"Ah ma è tipo Breaking Bad coi poppanti, giusto?" Mi dici te che non hai visto la prima stagione e che quindi non dovresti leggere 'sto articolo.

Sbagliato! Ok, le citazioni non mancano e c'è la testa rasata di un Moritz ridotto come il pesto di mia nonna, ma proprio come non mancano quelle verso alcune delle onde pop del momento. Quindi no, qua Vince Gilligan non c'ha manco un angolino dove sedersi. Se ne sta nel corridoio fuori set, proprio. Che mica basta la droga in casa per creare parallelismi!

E che comunque una serie tv sulla droga può essere tranquillamente di qualità senza tirare in ballo per forza il nostro prof mattacchione preferito. 

Continuando con il suo registro europeo sposato ad una certa serialità d'oltreoceano senza però snaturarsi, CVDO 2, pur svolgendosi sempre in Germania (escluso qualche stacco a Rotterdam), ha il chimico potere di porre lo spettatore in una immedesimazione totale a prescindere dal luogo d'origine, dall'orario del giorno in cui guardi la serie, dagli scazzi personali e da quanto il prof di fisica (non quella in tuta) e informatica ti sfotteva al liceo perché eri una capra. 

Sarà che la sceneggiatura, condensata in pochi episodi per altrettanti pochi minuti di durata l'uno (sei episodi, trenta minuti scarsi... Cioè, dai!) rimbalza in modo immediato tra curiosità del sottobosco web, singole e giovani anime addolorate e sfumature nere alla Coen, da risultare impressionante e refrigerante. Non ci si annoia mai con CVDO 2, pur con la mancanza di quell'effetto bomba di dolce spaesamento iniziale che la prima stagione ci aveva regalato e che qui (causa forza maggiore) un po' va a perdersi

Ma pace, ce ne facciamo una ragione, che anche se nei primi minuti del primo episodio ci riesce difficile perdonarlo poi tutto si riallinea in quel familiare caos codificato che ci aveva convinto prima, e che ci convince pure ora che già sappiamo quali panni lordi di sangue e droga dovremo andare a lavare di nascosto dal papà poliziotto.

E che si mantiene, poi? Insomma, che altro c'è della prima stagione che resta invariato e fonte di inesauribile gioia da starci altri 180 minuti?

Intanto ci sono Philipp Käßbohrer e Matthias Murmann che son rimasti al timone dello show e che con l'aiuto di Sebastian Colley e Stefan Titze alla penna, continuano col loro ideale omaggio e il loro sano bagaglio di divertissement, rielaborando un evento realmente accaduto nel 2013 a Lipsia e non perdendo mai l'occasione di generare non solo intrattenimento allo stato liquido, capace di insinuarsi in ogni dove che manco la sabbia, ma anche di dare il giusto spazio ad un senso di solitudine generazionale e alla necessità di abbandonare una volta per tutte tale solitudine per appartenere realmente a qualcosa di più importante. 

Così, il più grande "Amazon" online della droga europeo diventa giusto lo sfondo per far risaltare le situazioni in cui tutti, prima o poi, ci siamo ritrovati a quell'età: relazioni incerte, senso di inadeguatezza, rapporto conflittuale con la famiglia, il peso delle aspettative troppo spesso sottovalutato da chi non ne è portatore. Tutto questo è maggiormente approfondito in questa seconda stagione, dove se prima risplendeva il lato ingenuo e timido di 'sto fattaccio più che marcio, ora prevale il lato in ombra di un gioco che è iniziato quasi per capriccio e che ora sembra impossibile fermare.

Vale per MyDrugs, così come per i personalissimi rapporti sociali tra i suoi ideatori. Ognuno ha le sue più che logiche motivazioni per farla finita e, tutti, hanno le loro più che logiche motivazioni per non farlo davvero, chi per ambizione, chi per dimostrare che non è solo un guscio da selfie e chi per pagarsi una cura sperimentale capace di farlo vivere più a lungo e, magari, godersi per la prima volta l'amore senza l'aspettativa di morte dietro l'angolo. Il tutto durante il periodo di test attitudinali al liceo, che sottolineano ancora di più (e in modo diverso) il viaggio di formazione di ogni singolo personaggio. 

MyDrugs rappresenta esattamente questo: non solo un appetibile start-up agognata sia da olandesi gentilmente minacciosi che da, a modo loro, spacciatorucci di quartiere, non solo il cuore pulsante di un drugs drama ben congegnato, ma l'occasione di raccontare fragilità e mancanze di una generazione piegata dietro allo schermo perché la vita vera non è in grado di dargli abbastanza. 

Poi c'è il montaggio stellare, la colonna sonora ispirata e tutto il suo insieme di citazioni che, rispetto alla prima stagione, ha una maggiore presa di coscienza. Conosce la forza del suo impatto e rincara quindi la dose, ma con intelligenza e senza mai sembrare fuori luogo. 

E, infine, l'immancabile rottura della quarta parete causata da Moritz e compagnia, in un futuro recente ma non meglio definito in cui tutto è andato di certo in vacca e in cui ora, sul set di un ipotetico documentario, si ritrovano a parlare col senno di poi della loro vita e di cosa li ha spinti a compiere scelte così drastiche. Questo senza rinunciare, di tanto in tanto, a trarci in inganno e a confondere verità e bugia, cronaca e favole da cantastorie del deep web. 

Del resto, tutto gira intorno a questo concetto: due vite, una fisica e una virtuale, una tangibile e l'altra impalpabile, ma non per questo inesistente. Due vite complementari che insieme fanno l'unica realtà che il team MyDrugs conosce per davvero.

E che non smettono mai di ricordarci in modo irresistibile e potente in tutta la loro spontaneità. 

“Con la pasticca rossa riceverai l'illuminazione e finalmente saprai cosa vendi alla gente, oppure prendi la pasticca blu e accadrà la stessa identica cosa. È precisa al milligrammo”.

La seconda stagione di Come Vendere Droga Online (In Fretta) conferma le aspettative e mantiene salde le redini del percorso già avviato tempo fa, con una maggiore cura tecnica dei dettagli e un approfondimento narrativo sullo sviluppo dei protagonisti di cui prima si sentiva un po' la mancanza, anche se a discapito della trama principale, che qui si riduce quasi più ad incendiario destinato a far scattare scintille, compromessi e tensioni tra Moritz, Lisa, Dan, Lenny e nuovi personaggi che faranno parlare di sé. 

Ma resta comunque incredibilmente divertente, colta, geek, godibile appieno e mai scontata, aderendo appieno al suo essere una stagione “di passaggio” e innescando meccanismi che, prossimamente, vedremo compiersi in tutto il loro splendore.

Che la terza stagione sarà la giusta sintesi tra questi due approcci?

A proposito... Terza stagione confermata? Terza stagione confermata!

madforseries.it

3,8
su 5,0

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