Briarpatch: Recensione e Prime Impressioni sulla nuova Serie TV di USA Network

Briarpatch: Recensione e Prime Impressioni sulla nuova Serie TV di USA Network

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Briarpatch, serie che ha esordito alcuni giorni fa su Usa Network, si è fatta attendere un po’ ma sin dalla partenza si dimostra subito spiazzante, nel bene e nel male: ispirato ad un romanzo dell’autore di noir/pulp Ross Thomas, ne sembra un riadattamento in versione pop in alcuni momenti, anche grazie ad una bravissima Rosario Dawson, che veste i panni della protagonista Allegra Dill, un personaggio stoico quanto fragile.

Senza svelare troppo, andiamo a riassumere della prima puntata.

Allegra Dill è costretta a tornare nella sua città natale (San Bonifacio, in Texas) a seguito della morte di sua sorella Felicity, vittima di un attentato. Dopo aver conosciuto in hotel Singe (interpretato da Edi Gathegi), avvocato e amico della vittima, Allegra viene da lui informata di una importante somma che la sorella le ha lasciato in eredità. 

La protagonista incontra poi il Capo della Investigazioni Strucker e il Capitano Colder della Omicidi, presunto fidanzato della sorella di cui la nostra non aveva mai saputo nulla. A questo punto la protagonista decide di iniziare a investigare sulla vita di Felicity per cercare il suo assassino.

La vicenda pian piano si infittisce, si evolve secondo i canoni di un ottimo noir, e vediamo Allegra dover ripercorrere la sua infanzia in una città in cui sono state rotte le serrature allo zoo, con animali in giro per le strade che appaiono in scene un po’ troppo ridondanti.

Briarpatch: Recensione e Prime Impressioni sulla nuova Serie TV di USA Network

Si nota che Briarpatch, quando si sposta sui toni più scuri del racconto crime, sembra funzionare benissimo, grazie a dialoghi ben strutturati e una sceneggiatura che sembra molto solida e complessa. Dall’altro lato si avverte come diverse idee siano buttate nel calderone, e toglierne un paio dal fuoco poteva rendere il risultato finale molto più fluido e accattivante. 

Ci sono scene dalla fotografia molto vivida, come quelle degli animali in CG, che si spera vengano utilizzati il meno possibile; altre sequenze, parecchio importanti nei momenti finali, mostrano una tendenza a smorzare i picchi emotivi, che vengono dilatati in maniera poco spontanea. 

L’aria pop di questi frangenti purtroppo cozza male con i toni in chiaroscuro dell’altro genere, su cui però la trama si regge e la narrazione si evolve in maniera convincente e naturale, quando glielo si permette.

Nonostante questa strana dicotomia, il lavoro degli attori è di quelli importanti, e la Dawson in particolare offre una ottima prova come lead actress, specialmente quando fa trapelare quello che c’è sotto la scorza dura del suo personaggio e la sua storia, ancora molto nebulosa.

Briarpatch parte con la spinta di alcune ottime intuizioni e forse un po’ troppa carne sul fuoco: se da un lato la sua anima noir/crime è molto solida, davvero ben scritta e la vicenda si dimostra intrigante sin da subito, gli stacchi “pop” spezzano non poco la tensione in una serie che dovrebbe averne da vendere. 

L’esordio è comunque superato positivamente e speriamo in una evoluzione dello show televisivo verso più territori e luoghi oscuri, per citare James Ellroy.

madforseries.it

3,5
su 5,0

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