Black Summer: Recensione dell'Episodio 1x01 e Prime Impressioni sulla nuova Serie TV Netflix

Scritto da: Alessandro LellaData di pubblicazione: 

Black Summer, lo spin-off di Z Nation è stato rilasciato quest'oggi sulla piattaforma di streaming Netflix, per la felicità di tutti gli amanti delle serie zombie.
Non potevamo ovviamente non provarlo, e andiamo dunque a proporvi una prima recensione dell'episodio 1x01 con le nostre prime impressioni.

Lo show in questione catapulta fin da subito lo spettatore nel bel mezzo del dramma post-apocalittico, con riprese di una città deserta e il rumore delle sirene di evacuazione.
Da questo momento in poi, la puntata è suddivisa in "parti": viene mostrata passo per passo la storia dei vari personaggi principali.
In particolare seguiamo Rose (Jaimie King), Ryan (Mustafa Alabssi), Barbara (Gwynyth Walsh), Lance (Kelsey Flower) e Spears (Justin Chu Cary).

Andiamo ad analizzarli singolarmente.

Attenzione, alcuni spoiler a seguire.

Rose

Protagonista principale dello show, madre di una figlia persa e di un marito ferito: le viene dedicata gran parte della puntata.
Risulta essere la parte più emotiva e introspettiva della puntata, mostrando sin da subito l'innocente fragilità di una moglie e madre, contrapposta a una grande forza di volontà e coraggio che deve tirare fuori fin da subito per scampare alla morte

Durante il suo racconto, la vediamo al punto di evacuazione con la bambina e il compagno. Qualcosa va storto però: il marito risulta ferito e, per questo motivo, i due vengono lasciati a terra. Ma accade l'imprevisto: la loro bambina è rimasta sul camion dell'esercito diretto allo stadio (punto di raccolta dei sopravvissuti). 

Rose e il marito trovano fortunatamente un riparo, ma quest'ultimo muore, trasformandosi in uno zombie (dopo un bellissimo discorso d'amore).
L'uomo finisce per sbranare la proprietaria di casa, ma Rose riesce a fuggire e viene salvata da un militare di nome Spears.

Ryan

Un ragazzo sordomuto: vive l'esperienza del primo contatto con gli zombie con estremo "silenzio". Scelta del regista che sorprende piacevolmente, perché rende il tutto più "soft" all'udito, ma allo stesso tempo incrementa l'ansia dello spettatore: la scena appare quindi tanto rilassante quando spaventosa.
Una sensazione difficile da descrivere, e molto particolare da provare.

Durante la sua storia, viene aiutato da una ragazza asiatica che non parla inglese (ulteriore difficoltà di comunicazione), mentre vaga nella cittadina alla ricerca di un posto sicuro. 

Assistiamo anche al lato dolce di Ryan, che si avvicina a una povera fanciulla appena investita, pur non sapendo come aiutarla.

Particolarmente degna di nota la scelta di alternare scene viste attraverso gli occhi di Ryan, dunque nel silenzio più assoluto, a scene viste da un punto di vista esterno, dove vige il caos più totale.

La tecnica di utilizzare scene mute ricorda molto un episodio della serie tv Master of None (che abbiamo recensito in questo articolo), che consigliamo caldamente.
Nella commedia, seguiamo per vari minuti una ragazza sordomuta, percependo le difficoltà delle sue interazioni, grazie alle lunghissime scene completamente senza audio che la ritraggono.

Barbara

Una donna sui 50-60, da sola in auto con una mappa in mano, alla ricerca della strada giusta verso lo stadio.
La sua storia non è altro che un dialogo con un altro personaggio che le bussa al finestrino, chiedendole aiuto per lui e la sua famiglia. Lei, ovviamente titubante, dopo un lungo discorso a varie domande, decide di fidarsi, ma viene ripagata con uno "scendi immediatamente dall'auto o ti spacco la faccia" (inutile dire che l'uomo in questione era solo e senza famiglia). 

Fortunatamente, viene salvata da uno sconosciuto che tira giù dall'auto il malintenzionato e lo mette fuori gioco.

Una storia corta ma interessante, che fa capire le problematiche legate alla fiducia nel prossimo in situazioni di estremo pericolo (sottolineando il motto latino Mors tua Vita mea), e che rende subito chiara allo spettatore la bontà d'animo di Barbara verso gli altri.

Lance

Un giovane ragazzo, alla ricerca del checkpoint con la fidanzata: i due iniziano un bisticcio, che sfocia nella morte della giovane, la quale viene investita da un'auto. La ragazza (la stessa che trova Ryan) muore poco dopo, trasformandosi in zombie (notevole la scena dove viene inquadrata la trasformazione, a cui assistiamo da vicinissimo). 

Da qui in poi seguiamo le orme della neo-zombie alla ricerca delle sue vittime: dopo vari tentativi riesce a sorprendere un ragazzo che stava dando indicazioni a un altro personaggio, che per il momento non viene presentato (lo rivedremo nella parte finale della puntata al checkpoint).

Un altro punto di vista, molto interessante che permette allo spettatore di provare sulla sua pelle la disperazione del non morto, nonché assistere, dalla visuale opposta, al terrore della vittima.

Spears

Un giovane ragazzo afro-americano agli arresti da parte dell'esercito (evviva gli stereotipi?), che viene lasciato da solo con un militare, mentre gli altri recuperano un mezzo per portarlo via.
Il giovane ne approfitta per fare un piccolo "lavaggio del cervello" al malcapitato, cercando di corromperlo, parlando di un "bottino" e facendo notare l'assurdità della situazione.

Non riuscendo a convincerlo, usa la scusa del "devo fare pipì", per farsi accompagnare in bagno e ribaltare la situazione.
Alla fine il ragazzo in stato di fermo che, finito lo scontro, decide di rubare i vestiti da militare e la pistola. Ricordate chi è il "militare" che salvato Rose all'inizio?

Conclusione

Nonostante questo sia solo il primo episodio, questa serie tv sembra davvero notevole. Ha davvero tutto: una grafica ottima, buoni effetti sonori, una approfondita introspezione dei personaggi, molta emotività, vari punti di vista che rendono il racconto decisamente più tridimensionale. ...e soprattutto tanto hype!

Stupisce la molta serietà nel raccontare le vicende: differenza principale da Z Nation (la serie originale), caratterizzata da vari momenti ridicoli e di goliardia. 

Veramente ben realizzati gli zombie: un buon trucco e delle movenze molto realistiche; risulta anche ottima la caratterizzazione dei personaggi, ognuno con caratteristiche molto diverse ma tutti ben integrati nel contesto.

Una serie che sperimenta e ci riesce decisamente bene, sicuramente la consigliamo agli amanti del genere.
Le basi per un'ottima stagione ci sono tutte: non mancheremo sicuramente di recensire l'intera stagione, dunque vi invitiamo a tornare a trovarci.

Nell'attesa, potete dire la vostra opinione sulla nostra pagina Facebook e seguire le altre news di Mad for Series!

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