Archer 12: la Recensione del Primo Episodio della nuova Stagione

Archer 12: la Recensione del Primo Episodio della nuova Stagione

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Attenzione: questo articolo contiene spoiler

La dodicesima stagione di Archer esordisce con il suo primo episodio, Identity Crisis. E proprio di crisi di identità parla la puntata iniziale: quasi tutti i personaggi affrontano delle difficoltà, a causa degli eventi occorsi dopo il finale della stagione scorsa. L’ISIS ha incontrato negli anni ogni sorta di problema, ma è sempre riuscita a venirne fuori in qualche modo; questa volta, l’agenzia è completamente al verde: nessuno vuole assumerli, sono stati costretti a fare ingenti tagli al budget, dall’assicurazione sanitaria agli equipaggiamenti per gli agenti; le uniche spese rimaste invariate sono quelle destinate agli alcolici.

Malory (Jessica Walter) vede l’agenzia alla quale ha dedicato gran parte della sua vita ad un punto di non ritorno. In parte spinta dalla sua avidità, in parte dall’affetto molto ben celato per l’ISIS e per i suoi pochi dipendenti rimasti, si mette subito al lavoro per cercare finanziatori, ed affida alla follia di Pam (Amber Nash) e Cheryl (Judy Greer) il compito di trovare per l’ISIS un nome più accattivante. Tale incarico viene portato a termine in modo inaspettatamente elegante: dopo una serie di proposte nonsense, nasce “The Agency”.

La crisi di Lana (Aisha Tyler) è di tipo coniugale. I problemi tra lei e suo marito Robert (Stephen Tobolowsky), iniziati ad emergere nella stagione precedente, sembrano essersi aggravati: i due si amano, ma litigano in continuazione; la spia comincia a mettere in dubbio la relazione e trova addirittura irritante il suo compagno. Che sia questo il preludio per un futuro ritorno di fiamma tra Lana e Sterling (H. Jon Benjamin)?

Cyril (Chris Parnell) continua il suo processo di regressione iniziato nel corso della stagione precedente, diventando una via di mezzo tra l’agente atletico e senza paura visto in quest’ultima, e il contabile impacciato e pavido dei primi atti della serie; è bastata la ritrovata vicinanza con Archer per fargli perdere quasi tutta l’autostima che aveva acquisito negli anni che il suo collega ha passato in coma.

Il Dr Krieger (Lucky Yates), nonostante il poco spazio all’interno dell’episodio, si trova a fare i conti con la perdita dei fondi per la sua “dark science”, che nel corso delle stagioni ci ha regalato invenzioni tanto geniali quanto controverse. Malgrado la mancanza di risorse, riesce tuttavia a mostrare la sua genialità costruendo un dispositivo di supporto vitale con una lavatrice e uno spazzafoglie.

Ma la crisi più evidente è senza dubbio quella di Sterling. Il confronto prima verbale e poi fisico con Fabian Kingsworth (Kayvan Novak), l’arrogante ed altezzoso capo dell’IIA (International Intelligence Agency), agenzia di spie rivale dell’ISIS, ricchissima ed organizzata, colpisce un nervo scoperto: Fabian, con aria di sufficienza, definisce Archer “Alive as a mere shadow of your former self”, riaccendendo in lui l’insicurezza attorno a cui era girata l’undicesima stagione, ossia l’aver perso gran parte delle sue doti fisiche che per anni lo hanno reso il migliore sul campo. Sterling sente quasi di aver perso sé stesso. Ma questo senso di smarrimento dura poco: la spia trova subito il modo di mettere i bastoni tra le ruote al rivale, ed è certo che riuscirà ad inventarsi un modo per avere una rivincita, data la sua ostinazione e la sua eccentrica ingegnosità.

Al di là della delicata situazione in cui i personaggi si trovano, non vengono a mancare il tagliente sarcasmo e le situazioni comiche che caratterizzano la serie. L’episodio risulta divertente e pieno di azione, tra combattimenti, sparatorie, inseguimenti su strada ed in elicottero; ritornano elementi iconici dello show, come il “Phrasing”, la fedele fiaschetta di Sterling, il bullismo ai danni del povero Cyril e la ricerca spasmodica di Malory di nuovi clienti ed investitori. 

Archer non è più aitante come un tempo, ma il suo atteggiamento, dopo aver vacillato, si riassesta immediatamente; la spia si riavvicina ad essere, più o meno, il personaggio che ha fatto innamorare i fan nel corso degli anni: ciò include la sua fissazione per il pilotare veicoli che palesemente non è in grado di manovrare (come dimostrano i risultati catastrofici).

Fabian ha tutte le carte in regola per essere il nuovo villain: abbiamo grandi aspettative riguardo la sua pericolosità, dato che dovrà prendere il posto occupato per anni da Barry (Dave Willis), cyborg psicopatico con una forza sovraumana guidato da una furia omicida.

Archer fa il suo ritorno con la dodicesima stagione: un episodio divertente e al tempo stesso introspettivo, costellato da azione e sarcasmo.

C'è un nuovo nemico da affrontare per gli agenti de The Agency, sicuramente con originalità e una buona dose di follia.

madforseries.it

3,3
su 5,0

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