Doctor Who: la 12° Stagione ricorderà l'era di Davies e Moffat

Doctor Who: la 12° Stagione ricorderà l'era di Davies e Moffat

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Attenzione: questo articolo contiene spoiler

I primi segnali sembrano indicare che l'imminente dodicesima stagione di Doctor Who tornerà su un terreno più familiare ricordando le epoche passate con gli showrunner Russell T. Davies e Steven Moffat

Quando il precedente Dottore Peter Capaldi e lo showrunner Steven Moffat hanno deciso di lasciare l'iconica serie di fantascienza della BBC quasi contemporaneamente, un periodo di grandi cambiamenti è stato inevitabile per Doctor Who. Moffat è stato sostituito da Chris Chibnall, che a sua volta ha scelto Jodie Whittaker come attrice a dirigere il TARDIS nella storia degli oltre 50 anni dello show. Solo questo era un forte cambiamento per alcuni fan, ma Chibnall ha deciso di lasciare il segno su Doctor Who con una sua prima stagione d'esordio che si distingue nettamente dal passato dello show.

Oltre ai nuovi personaggi, Doctor Who di Chibnall ha utilizzato tecniche di ripresa del tutto nuove, ha adottato per la prima volta uno stile visivo diverso caratterizzato dalla musica di Segun Akinola. In termini di storia, Chibnall evitò intenzionalmente di ripresentare i nemici classici, introducendo invece una nuova serie di guai alieni e, a differenza degli showrunner che lo avevano preceduto, strutturò la sua stagione di debutto in episodi autonomi, con pochissimi intrecci. 

Mentre alcuni fan hanno apprezzato il nuovo approccio, altri si sono sentiti alienati dal nuovissimo Doctor Who. Giunta la conclusione della stagione, le trame hanno generato più polemiche rispetto al genere del Dottore, che è stato rapidamente reso un non-problema grazie alla performance ampiamente lodata di Jodie Whittaker. Ne abbiamo parlato in modo approfondito in un articolo della nostra rubrica Esperienze Seriali.

Sia in risposta a quella critica, sia perché Chibnall crede che la sua seconda stagione possa permettersi di essere meno "audacemente unica", c'è la sensazione che la stagione 12 di Doctor Who tornerà ad un formato più familiare e più simile agli anni di Davies e Moffat. Per cominciare, torneranno alcuni nemici già conosciuti nel passato: questo processo è iniziato con il drammatico ritorno dei Dalek durante lo speciale del Capodanno 2019.

Perseguendo questo schema, la BBC ha confermato che la stagione 12 di Doctor Who vedrà il ritorno degli Judoon. Questi cattivi dell'era Davies si sono presentati al Dottore di David Tennant, erano una forza di polizia mercenaria intergalattica di cui il Dottore nutriva un certo disprezzo. Gli Judoon sono apparsi sporadicamente in ruoli minori sin dal loro debutto e il dipartimento marketing della BBC era entusiasta di vedere il loro imminente ritorno, chiaramente consapevole che alcuni spettatori erano frustrati dalla mancanza di cattivi degli anni passati. 

Doctor Who: La 12° Stagione ricorderà l\'era di Davies e Moffat

La decisione di Chibnall di mettere da parte i peggiori nemici di Doctor Who durante la stagione 11 è stata forse una scelta saggia, dato che alcuni fan avevano sofferto di un loro uso eccessivo, ma con la prossima stagione che non uscirà prima del 2020, gli whovians potrebbero aspettarsi il ritorno di nemici più familiari dei semplici Judoon.

La stagione 12 di Doctor Who sarà sicuramente caratterizzata da archi narrativi più a lungo termine rispetto al capitolo scorso. L'era Moffat, in particolare, è stata a volte colpevole di essere fin troppo impantanata in complesse trame di stagione. 

Tuttavia, è stata introdotta un'unica trama long-running nel secondo episodio della Whittaker: Timeless Child. Con grande dispiacere dei fan, questo mistero non è stato ripreso per il resto della stagione, nemmeno per lo speciale di Capodanno. Supponendo che Chibnall pianifichi di evitare i problemi che ostacolano l'Undicesimo Dottore di Matt Smith, in cui alcuni punti della trama sono stati innescati e poi abbandonati per intere stagioni, la storia di Timeless Childè qualcosa che la stagione 12 di Doctor Who sarà destinata a scavare con molta più convinzione, offrendo una visione più profonda a livello di narrativa, portando a un prodotto più simile alle epoche di Davies e Moffat.

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Fonte: Screen Rant

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