Too Old to Die Young: Recensione della Serie TV targata Prime Video

Too Old to Die Young: Recensione della Serie TV targata Prime Video

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L'avvento delle piattaforme di streaming ha consentito la sperimentazione di contenuti episodici in modi inimmaginabili. Da episodi di serie televisive di durata anche di quindici minuti ad episodi che ne durano anche un'ora o più. Dopo due anni di produzione e montaggio, Nicolas Winding Refn ha presentato in anteprima due episodi della sua serie Too Old to Die Young al Festival di Cannes del 2019.

Il lavoro basato su tredici ore di girato, è ambizioso, a volte brillante, ma mette alla prova i limiti di ciò che anche gli spettatori più artisticamente aperti possono abbracciare sul piccolo schermo. Invece di iniziare con le prime due ore della serie, Refn ha deciso di presentare il quarto e il quinto episodio, che sarebbero potuti essere trasformati, in un eventuale film indipendente, se fosse stato necessario.

Mi piace la libertà dello streaming di saltare da un’informazione all'altra. Ho scelto di far vedere il cuore dello show...”

Too Old to Die Young: Recensione della Serie TV targata Prime Video

Opera assoluta ed inimitabile, Too Old to Die Young è il quadro finale che appartiene ad un artista intento a perseverare la sua idea di bellezza e magnificenza visiva. Ogni frame, respiro, sguardo, ascolto, incontro, ogni ispirazione, fanno parte della gamma cromatica che questa serie tv, targata Amazon Prime, modella attraverso il suo regista. L’intera opera di Refn non è mai circostanziata alla firma sulla regia e questo vale anche  per Too Old to Die Young, ideata, scritta e diretta dal regista stesso.

Per me è fondamentale andare contro le aspettative, è ciò che mantiene viva la creatività. Per me è necessario raccontare con le immagini. All’inizio non volevo fare una serie tv ma l’idea dello streaming mi ha convinto, perché ti aiuta a sconfiggere il più grande nemico della creatività, il tempo”

Too Old to Die Young è la fusione del cinema e della libertà dello streaming, come una vasta tela dove Refn si è sentito totalmente libero di esprimere la sua peculiarità di disegnare cinema di scorrimento. Così è stata la collaborazione con Amazon Prime, la richiesta ha superato l’attesa e la grande tela è comparsa fatta a pezzi. Dieci episodi che si potrebbero anche vedere non in modo lineare, ma saltando da un episodio all'altro, questa è la libertà che intende il regista danese, non solo per chi modella il prodotto ma anche e, soprattutto, per chi lo segue appassionatamente. Avere più possibilità di scelta.

Too Old to Die Young: Recensione della Serie TV targata Prime Video

Religione e morte da un lato, sesso e violenza dall'altro, tutto nasce dal titolo: Too Old to Die Young. Il racconto è l’elaborazione di quello che rappresenta l’America, una continua evoluzione, grazie anche al processo di scrittura affrontato con lo sceneggiatore di graphic novel Ed Brubaker (Marvel), e Halley Wegryn Gross (Westworld), nonché alla supervisione da amico che gli ha fornito Alejandro Jodorowsky. Da una parte una scrittura più maschile e dall’altra una più femminile, lo Yin e lo Yang per un perfetto equilibrio di elaborazione.

Too Old to Die Young ha una trama che si sviluppa principalmente lungo due rette narrative che si intersecano e separano più volte durante lo sviluppo del racconto: nella prima linea narrativa ambientata per lo più a Los Angeles, Marty Jones interpretato da Miles Teller (Whiplash), è un poliziotto che sembra agire come un killer a contratto per diverse organizzazioni criminali, una contraddizione vivente, diviso tra le corrotte abitudini della città e il desiderio di redenzione dai peccati e dal rimorso.

L’obiettivo di Martin sembra essere quello di usare questi personaggi “oscuri” con i quali si interfaccia per abbattere delinquenti come stupratori e pedofili. Anche il mondo in cui vive Martin è in qualche modo deformato, il suo capo e i suoi colleghi impegnati in canti che inneggiano al fascismo e un suo ex collega militare Viggo, interpretato da un fantastico John Hawkes (Deadwood, Lost, The X-Files) che è ossessionato dall'idea che il pianeta è pronto per una apocalisse.

Il mandante del poliziotto angelo vendicatore è Diana, interpretata da una delle attrici feticcio di Refn, Jena Malone (Law&Order), un’assistente sociale dalla doppia vita, dedica al benessere fisico e spirituale, che redime privatamente i peccati che la giustizia non è riuscita ad arginare.

Too Old to Die Young: Recensione della Serie TV targata Prime Video

La seconda linea narrativa si svolge prevalentemente in Messico, dove un cartello delle droga vive un cambio di guardia agli alti piani, il successore principe Jesus, un eccellente Augusto Aguilera (Grey’s Anatomy), incontrerà la donna che lo trasformerà in un narcotrafficante potentissimo. Il personaggio di Yaritza, una divina Cristina Rodlo (The Terror), è la figura chiave di tutta la serie tv. Donna esoterica, misteriosa, carismatica, letale, sacerdotessa della Santa Muerte, è un’orfana trovata dal cartello nel deserto e cresciuta dallo zio di Juan, uno dei grandi capi della famiglia.

Indiscutibile la scelta del regista di lasciare che i due personaggi femminili prendano le redini dello show, crescendo lungo gli episodi, immortalati da titoli che richiamano i Tarocchi. Interessante la scelta di allacciare ogni personaggio ad una figura delle carte dei Tarocchi, Il Diavolo per il primo episodio legato agli Stati Uniti e alle sue trasformazioni, il veleno e la cura. La Sacerdotessa e l’Imperatrice legate agli episodi più incentrati sulle due figure femminili principali, sangue e futuro. La strega bianca e la sacerdotessa della morte, simboli di un’antica femminilità che si rinnova più forte che mai.

L’opera di Refn è un’opera anarchica, che si insinua in due filoni fondamentali per la dialettica cinematografica del regista: silenzio e immobilità. Sequenze di frame lunghe, diluite in un ritmo che ignora i canoni di diffusione del canale televisivo, evitando montaggi frenetici e colpi di scena continui. Oltre ai tempi e al sonoro, un contribuito di alto livello lo danno i colori, inconfondibili nelle sue opere: palette rosse, blu, che mischiandosi, arrivano a far uscire colori acidi e da luci al neon. L’arte figurativa, con il suo marchio indelebile nell’opera di Refn, è evidente, ribaltando immagini classiche e religiose per crearne una personale dialettica. Un processo di espressione che congiunge il post-modernismo, con i classici dei generi anni ‘40 e ‘50 distruggendoli e ricreandoli. 

Too Old to Die Young: Recensione della Serie TV targata Prime Video

L’effetto straniante e distorsivo di Too Old to Die Young è amplificato dalla scelta delle musiche di Cliff Martinez (The Knick) che diventano autentiche co-protagoniste. La scelta precisa del compositore statunitense, con il suo stile che unisce sonorità elettroniche e ambient-synch ad elementi classici, genera un totale distacco dalla realtà della messa in scena, creando una sorta di nebbia onirica o incubo.

Una discesa e un’ascesa. Una continua ricerca per colmare mancanze. Il delirio dell’uomo verso una società alla deriva dove nascondersi o morire.

Too Old To Die Young non è la serie che ti aspetti, ma che vale la pena guardare.

Opera assoluta e inimitabile, la serie tv del visionario regista Nicolas Refn, Too Old to Die Young va oltre le regole della linearità seriale.

Un quadro finale che appartiene a un artista intento a perseverare la sua idea di bellezza.

madforseries.it

5,0
su 5,0

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