Love Fraud: Recensione del 1° Episodio della Docuserie targata Showtime

Love Fraud: Recensione del 1° Episodio della Docuserie targata Showtime

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Negli ultimi decenni un tale Richard Scott Smith ha deciso di dedicare la sua insipida e monotona esistenza alla cura di un passatempo capace di riempire cuore e mente, e di edificare in modo costruttivo nuove prospettive future: sfruttare internet per conoscere, conquistare e depredare povere donne prima di darsi alla macchia. Ed è così, insomma, per tanti anni, che l'hobby di mister Smith procede senza intoppi che "sfigati voi che coltivate i gerani, io sì che so come divertirmi!". 
Il nostro omuncolo, infatti, ha assunto svariate identità e conosciuto decine di donne, spesso portando avanti più di una relazione in contemporanea. Il teatrino è sempre lo stesso: le conosce, si avvicina a loro, impara i punti deboli, le riempie d'amore e poi... Fugge, lasciando sul suo cammino debiti e conti svuotati.

Dopo anni di cuori spezzati e vite al collasso, c'è chi ha detto anche basta.

Ed è quello che hanno deciso di fare le documentariste Rachel Grady e Heidi Ewing (nominate all'Oscar per Jesus Camp e autrici del meraviglioso One of Us) che, grazie a Showtime, alla loro Loki Films e a un esercito di produttori con spalle larghe quanto una ruspa, mettono insieme un team per dare la caccia (sì, proprio dare la caccia, proprio quello) a 'sta feccia umana. Con loro, un gruppo di ex fidanzate ed ex vittime che, stufe marce delle forze dell'ordine che (ma che davvero?!) stanno sempre più prese a imbottirsi di hamburger che fare il loro lavoro, si portano avanti e contattano una schiera di investigatori privati e una tale “Carla cacciatrice di taglie” per velocizzare la sua cattura. 

Perché ci sono tanti modi per dimenticarsi di un ragazzo... Ma la vendetta è sempre il modo migliore.

Love Fraud, miniserie documentaristica divisa in quattro parti, una alla settimana (che non siamo più abituati ormai ma che, visto lo stampo shock di cui parliamo, non può che creare suspence), si presenta come un'epopea di caccia all'uomo che definirla semplicemente un saggio sullo schifo della condizione umana è riduttivo. Ha carattere, presa ferma di regia, una scrittura strutturata in modo geometrico, tra l'esigenza autoriale e il senso di giustizia, motore di una ricerca fondamentale alla cattura di un uomo che rappresenta ciò che di più bieco può nascondersi tra le pulsanti onde sociali del nuovo millennio privo di valori, e una strizzata d'occhio ad un genere che sa come vendersi con il minimo di promozione necessaria.

Che ci mettiamo in mezzo? Ci mettiamo Dirty John? Va bene, anche se una donna di così alta levatura e successo che si fa imbambolare da uno pseudo dottorino ma che in realtà è un ex detenuto e pure violento "Sorpresa!", non rende giustizia alla missione delle nostre cacciatrici. Ci sta Kill Bill, perché no? Lo spirito è quello! E andiamo anche di To Catch a Predator, che tanto ci mette brio!

Love Fraud: Recensione del 1° Episodio della Serie TV Showtime

Love Fraud ha il cipiglio del meglio spionaggio, senza mai dimenticare la sua taratura di documentario grezzo e pieno di slice of life. Le investigazioni si intrecciano alle ricerche web, al blog costantemente aggiornato per ipotizzare l'ubicazione del viscido e per restringere il campo tanto quanto un paio di manette. Ci stanno gli inseguimenti, i plot twist e i serrati dialoghi, con qualche eccesso di dramma di tanto in tanto che, almeno nel primo episodio che vede come punto centrale la storia di Tracy e di un anello di fidanzamento sospetto, aggiungono più di quanto effettivamente la docuserie avrebbe bisogno. Perché è proprio questa la chiave vincente di Love Fraud: è talmente sconcertante ed energica che non ha bisogno di niente. Nulla di più di se stessa.

Tanto credibile già da sola che te la puoi guardare spanciato sul divano con birra, col solo pappagallo domestico che sonnecchia vicino a te, e rivolgerti alla polvere sul cuscino di fianco fingendo che ci sia la Frances Glessner Lee e dirle: “Oh, che roba! Ma ci credi?! Assurdo!”

I cliché sono ai minimi storici e, seppur aleggia una costante aura malvagia dovuta allo stesso Smith, la leggerezza è di casa. 

C'è “Carla cacciatrice di taglie” che è talmente fuori di testa e sfacciata da fare il giro e diventare eroina dello show e le testimonianze delle vittime sulla marea di c*****te raccontate da Smith sono così oltraggiosamente becere che un sorriso è impossibile non farselo scappare (è che scappa pure a loro eh, mica sono cinico io). 

Grady e Erwing potevano giocarsela facile, in questo senso. Lasciare l'intrattenimento come punta di diamante di uno show dalle basi “vecchie” e tristemente risentite per alzare lo share, ma no, perché sono attente, loro. Perché l'empatia gioca un ruolo cruciale: ogni storia, almeno finora, non è mai trascurata, e ogni dettaglio del modo in cui Smith si è avvicinato alle sue vittime (dai regali costosissimi, ai piccoli dolci gesti capaci di saldare il rapporto) non lascia solo intendere una devianza emotiva di lui a dir poco allucinante, ma anche la difficoltà, da parte di molte donne, di riuscire a trovare, oggi come oggi, un partner capace di donare rispetto e fiducia. 

Love Fraud: Recensione del 1° Episodio della Serie TV Showtime

Tra guizzi di umorismo nero, intrattenimento decisamente godibile e la mano ferma di due Signore della Realtà, l'eleganza di Love Fraud resta nella personalità delle sue donne. Varie, diversissime tra loro, piene di un vuoto difficile da colmare e di cicatrici e ferite che possono guarire solo con una sana dose di giustizia... O provocandone altre a loro volta.

La collettività femminile si dimostra, qui come altrove, la vera forza. 

Il primo episodio di Love Fraud mette in campo tutti gli assi di una docuserie appartenente ad un filone già parecchio ricalcato, ma che sa intrattenere con un pregevole gusto cinefilo e l'entusiasmo innato che genera l'autentica caccia ad un uomo che merita di essere cacciato. 

Senza Rachel Grady e Heidi Ewing probabilmente il risultato sarebbe stato ben al di sotto delle aspettative base. Ma grazie alla loro esperienza e a quel tocco di sensibilità che rischiava di offuscarsi tra i retroscena investigativi, mancare Love Fraud risulterebbe un vero peccato.

Allacciate le cinture!

madforseries.it

3,0
su 5,0

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