The Upshaws: la nostra Recensione della nuova Serie TV targata Netflix

The Upshaws: la nostra Recensione della nuova Serie TV targata Netflix

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Oggi siamo qui per parlarvi di The Upshaws, serie TV aggiunta recentemente nell'enorme catalogo Netflix, uscita con una stagione composta da dieci episodi.

Il tentativo è chiaro: riportare in gloria il format delle classiche sitcom con la presenza delle risate del pubblico. Sarà stata in grado di farlo o il tentativo sarà svanito in un nulla di fatto?

Per chi come me si sente un po' nostalgico nei confronti della serialità di fine anni '90 e primi del 2000, The Upshaws rappresenta una grande opportunità di fare un tuffo nel passato con una ricerca di innovazione.

La sensazione nel vederlo somiglia a quella che provavo al mattino di un freddo inverno, mentre stavo a casa da scuola per colpa dell'influenza. In quelle mattine io guardavo tutte le sitcom disponibili in televisione e, vedendo The Upshaws ho riprovato le stesse sensazioni.

Tra gag e risate del pubblico in sala le puntate scorrono serene ma con più di qualche difetto, senza la pretesa di gridare al capolavoro e senza però farci spegnere la TV. 

La famiglia e gli errori

Il fulcro della serie TV è la famiglia, composta da Bennie (Mike Epps), la moglie Regina (Kim Fields), le due figlie piccole Maya e Aaliyah e il fratello maggiore Bernard.

A questi si aggiunge Lucretia, interpretata da una splendida Wanda Sykes che veste i panni della sorella di Regina. Il concetto è semplice: Bennie commette continui sbagli a cui cerca di rimediare, la classica struttura di molte sitcom già viste in passato.

L'originalità non è di casa nell'intreccio di The Upshaws, ed è un peccato: le possibilità di uscire dai binari classici c'erano tutte, sembra quasi si sia fatta una scelta conservativa e poco coraggiosa.

La storia si focalizza su una famiglia afroamericana, con il padre che senza apparenti meriti ha una compagna migliore di lui, e che cerca in tutti i modi di non perderla a causa dei propri sbagli. Ne commetterà tanti Bennie, al punto da rischiare di non poter più rimediare. A mio avviso la trama non ha superato le aspettative, restando in una posizione di neutralità, senza lode e senza infamia.

La famiglia è variegata e moderna, come ormai è prassi nella serialità contemporanea. Anche in questo caso però non si è fatto quel passo in più per approfondire i temi trattati, di cui parleremo successivamente.

The Upshaws: Recensione della prima stagione della serie Netflix

Le gag e lo humor

A rendere il tutto più piacevole in The Upshaws è lo scambio di battute costante tra Bennie e Lucretia, Wanda Sykes è sembrata in splendida forma, e i loro dialoghi funzionano.

Gli scambi di battute tra loro oscillano tra il black humor e una comicità più familiare, e spesso sembrano figli della stand-up comedian. Questo ci è piaciuto molto, gli amanti di questo tipo di umorismo non ne rimarranno delusi.

Quello che manca però è tutto il contorno, gli altri personaggi anche quando interagiscono tra loro non hanno la stessa forza comica, e rendono il tutto molto più banale e monotono.

Le risate di fondo spesso sembrano costruite, sembrano quasi avvisarci che in quel momento avremmo dovuto ridere, ma noi non ne capiamo il motivo. Dunque la comicità c'è, ma è relegata a pochi personaggi.

Le tematiche

The Upshaws tocca molte tematiche interessanti: spaziamo dal tradimento al ruolo della donna nel mondo del lavoro, troviamo l'omosessualità e anche la malattia...Il problema è che poi non le scava fino in fondo.

Si possono trattare tematiche importanti anche con leggerezza e spensieratezza, basti pensare a show di grande successo come Scrubs o How I Met your Mother, che hanno dimostrato che si può tranquillamente mantenere un tono leggero senza banalizzare ciò di cui si parla.

In questa nuova proposta tutto ciò non accade, più che per una mancanza di tempo sembra per superficialità, e questo è inaccettabile.

The Upshaws: Recensione della prima stagione della serie Netflix

I personaggi

Altro punto che reputo fondamentale in una serie televisiva è la forza e la caratterizzazione dei personaggi. E anche qui, purtroppo, sono costretto a dire che The Upshaws non mi ha affatto soddisfatto. 

Nonostante le prove attoriali siano all'altezza, i personaggi sono tutt'altro che memorabili. I protagonisti non sembrano avere spazio di manovra né sbocchi innovativi, si muovono spesso per compartimenti stagni e binari precostituiti, da cui è difficile uscire per renderli originali.

Dunque Bennie è il solito padre distratto e superficiale che commette errori, Regina è la moglie che deve avere pazienza e che perdona sempre, Lucretia è la zia scorbutica e impicciona onnipresente. A causa di questi schemi, nel corso dei dieci episodi, di rado i protagonisti sono riusciti a ottenere una tridimensionalità, frutto di una scrittura che appare a questo punto debole

Conclusioni

Ero veramente curioso di vedere The Upshaws, proprio per riprovare la sensazione di vedere una sitcom classica che mi riportasse al passato. Forse avevo aspettative troppo alte, o forse semplicemente è una serie TV che non è riuscita a esprimersi del tutto.

Il risultato è che le puntate scorrono, si fanno guardare senza spegnere la TV, ma purtroppo non hanno picchi di nessun tipo e non ti tengono lì incollato. Il tentativo di riportare in auge lo stile classico inserendo argomenti innovativi, a mio avviso, non ha funzionato affatto.

Le emozioni sono pressoché inesistenti e così, sorreggere la serie c'è solo la linea comica, espressa al meglio dai battibecchi di Lucretia e Bennie, ma comunque non abbastanza per poter promuovere questa sitcom.

D'altra parte non è nemmeno da buttare in toto: sembra più una serie che ha tastato il terreno, cercando di capire quanto più in là possa spingersi nel caso di una seconda stagione.

The Upshaws è una serie che viaggia in una zona grigia, senza aver fatto troppo male e ma senza neanche eccellere. 

Alcuni scambi di battute sono interessanti così come le tematiche trattate. La superficialità generale però cancella tutto quel che c'è di buono, lasciandoci con l'amaro in gola per ciò che sarebbe potuto essere ma che non è stato.

madforseries.it

2,5
su 5,0

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